16 novembre 2019 ore: 15:43
Giustizia

Il Vic-volontari in carcere compie 25 anni. Nel 2018 oltre 15 mila colloqui

Giornata di festa per il volontariato in carcere. L'associazione promossa dalla Caritas di Roma celebra il venticinquesimo “sotto il segno dell’accoglienza”. Don Spriano: “"Le storie dei volontari raccontano di persone che, nel loro impegno, riconoscono l'importanza determinante dell’altro"
Carcere - mani di detenuto dietro le sbarre SITO NUOVO
ROMA - Venticinque anni accanto ai detenuti e alle loro famiglie, decine di migliaia di interventi, migliaia di persone seguite ed ospitate. È il sintetico ma significativo bilancio di Vic-Volontari in Carcere, associazione promossa dalla Caritas di Roma ed operativa negli istituti di detenzione di Rebibbia, che oggi ha celebrato in un convegno – dal titolo ‘1994-2019: 25 anni di Volontari in Carcere sotto il segno dell’accoglienza’ - all’ospedale pediatrico Bambino Gesù il suo venticinquesimo compleanno. Confermando la loro vicinanza e l’impegno di collaborazione all’associazione sono intervenuti, fra gli altri il Cardinal Vicario di Roma Angelo De Donatis e il Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria Carmelo Cantone.
 
Al convegno, detenuti e volontari hanno raccontato esperienze di vita all’interno e all’esterno del carcere. Testimonianze di percorsi complessi affrontati gli uni accanto agli altri volti al recupero e al reinserimento nella società. Stralci di storie di detenuti e di volontari, raccolti negli anni, sono stati letti da due attori, Andrea Calabretta e Alessandra Della Guardia. Racconti di emozioni e scoperte, di amicizie e di accoglienze inattese. Testimonianze di speranza e di possibili nuovi percorsi di vita. Ad accompagnare i racconti tre musicisti; alla fisarmonica Ferdinando Ciarelli, al violino Miriam Costantin, alla chitarra Paolo Tornabuoni. 
"Le storie dei volontari del Vic – ha affermato don Sandro Spriano, presidente onorario del Vic-Volontari in Carcere - raccontano di persone che, nel loro impegno, riconoscono l'importanza determinante dell'altro, che si decide di accogliere, secondo il nostro principio per cui al detenuto va dato spazio nel proprio tempo, nella propria casa, nelle proprie amicizie, nella propria città. Tramite l’esempio dei volontari e degli strumenti che abbiamo a disposizione, come la casa alloggio e la cooperativa e-Team per il reinserimento lavorativo, vogliamo essere portatori di buone pratiche e di idee.” “Per noi - ha sottolineato Francesco Moggi Presidente Vic - la vera sfida è questa: trarre dalla nostra storia, dalla nostra esperienza, dalle energie dei volontari, le proposte per rendere il carcere l’ultima delle soluzioni e promuovere, per chi ha sbagliato, una nuova accoglienza nella società. Noi crediamo – ha sottolineato ancora Moggi - che il cambiamento sia possibile e vogliamo essere sostenitori dello sviluppo e dell’applicazione di forme alternative alla detenzione. Si tratta di un ruolo politico e lo vogliamo svolgere con le autorità, gli enti, le associazioni e i privati cittadini che condividono l'idea della giustizia riconciliativa e vogliono parlare a una sola voce a favore del reinserimento dei detenuti”.
 
Con all’attivo dieci Centri di Ascolto nei quattro istituti del complesso penitenziario romano, migliaia i colloqui quotidiani effettuati con i detenuti e i loro familiari per sostenere un percorso di accompagnamento e reinserimento. Il Vic-Volontari in carcere gestisce anche una casa per l’accoglienza delle persone detenute in permesso premio e per i familiari che vengono da fuori: l’unica struttura a Roma che consente a uomini e donne di trascorrere con i propri familiari i giorni di permesso. Ed ancora: sostegno ai detenuti con problemi psichici, progetti per attività in carcere come feste con figli minori, pranzo di Natale, gare di cucina e corsi di yoga; fornitura di vestiari per i detenuti indigenti. 75 i volontari operativi al momento, persone in formazione costante.
  
Un numero di interventi, di natura non solo quantitativa, di difficile stima nel corso di questi anni.  Ma che solo per il 2018 ha registrato: 15.125 colloqui individuali con 4.879 persone; i contatti con i familiari sono stati 2.952; 1.216 persone seguite in via continuativa in percorsi di accompagnamento verso la fine pena; 99 persone ospitate nella casa alloggio; di cui 48 detenuti/e, 36 familiari e 15 ex detenuti usciti dal carcere ma alla ricerca di una casa; nel complesso le notti di ospitalità sono state 2.216; 1.589 pacchi con vestiti distribuiti, 4,3 tonnellate di generi per l’igiene personale e 5,8 tonnellate di generi alimentari.
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