/ Ambiente
10 luglio 2018 ore: 12:33
Economia

Imprese sociali, 1 su 5 in difficoltà economica. "È la prima volta, investire in tecnologia"

La fotografia di Osservatorio Isnet e Banca etica sul mondo sociale italiano: meno imprese pronte ad assumere e aumentano quelle in difficoltà economica. Pesano le scarse conoscenze delle nuove tecnologie e le resistenze al cambiamento, ma c'è anche chi si inventa nuovi prodotti e servizi
Soldi che germogliano, terzo settore, imprese sociali

MILANO - Nuovo personale e nuove tecnologie: sono queste le bestie nere del comparto imprese sociali in Italia. Lo scrive l'Osservatorio Isnet (network Imprese sociali) nel dodicesimo rapporto sugli indicatori economici del comparto presentato il 10 luglio. Una fotografia del mondo italiano fatta di interviste e analisi a 500 fra cooperative, imprese sociali , consorzi e start up innovative a vocazione sociale.

Secondo il rapporto, nel 2018, il 31 per cento delle imprese sociali italiane del campione considerato non ha intenzione di assumere nuovo personale, un calo di 8 punti rispetto all'ultima rilevazione. Mentre il 78 per cento prevede di mantenere l'organico invariato. Aumentano quelle in difficoltà economica, passando dal 15 al 19,5 per cento, con un balzo del 4,5 per cento rispetto al 2017. Si tratta di un'inversione di tendenza che non conosce precedenti nell'ultimo quinquennio, che ha visto una costante diminuzione delle cooperative sociali in difficoltà, passate dal 39,3 del 2013 al 15 per cento dello scorso anno.

Luci e ombre nel capitolo dedicato a innovazione e nuove tecnologie: l'osservatorio Isnet ha realizzato, in collaborazione con Banca Etica e per il secondo anno consecutivo, un focus dedicato all'impresa 4.0 e agli aspetti tecnologici. Dieci gli indicatori presi in considerazione: robotica avanzata, nuovi materiali, sensoristica, intelligenza artificiale, stampa 3D, blockchain, moneta virtuale, veicoli che si guidano da soli, genetica e bioprinting, sharing economy e digitalizzazione dei processi. Su questi temi il 37 per cento degli intervistati dichiara di avere scarsa consapevolezza, non risponde oppure non sa se l'impatto è positivo o negativo. Numeri e sensibilità che cambiano a seconda del settore considerato: nel mondo dell'assistenza sociale si è compresa rapidamente l'importanza della robotica e le sue ricadute positive.

Altra nota dolente: il 94 per cento dell'intero panel considerato dalla ricerca parla di obiettivi in innovazione non completamente raggiunti rispetto alle previsioni. Secondo Isnet i principali ostacoli riguardano una scarsa risposta del mercato sia pubblico che privato e le resistenze interne al cambiamento. L'altro lato della medaglia però restituisce anche uno spaccato dinamico e innovativo. Nonostante le incertezze economiche e sul futuro, cresce del 13 per cento il numero di imprese che ha sviluppato nuovi prodotti o servizi e dell'8,3 per cento quello di chi ha allargato il proprio perimetro a nuove aree geografiche. (Francesco Floris)

© Copyright Redattore Sociale