11 febbraio 2020 ore: 14:54
Società

Egitto, in un murale Regeni rassicura Patrick Zaky: andrà bene

L'opera è apparsa la scorsa notte a Roma in via Salaria, sul muro che circonda Villa Ada, a pochi passi dell'Ambasciata d'Egitto. A realizzarla la street artist Laika: "Quello che è accaduto a Giulio non deve ripetersi"
Foto da Agenzia Dire Murale per Regeni e Zaky

ROMA - Giulio Regeni abbraccia e protegge Patrick Zaky, dicendo "Stavolta andrà tutto bene". Questa l'opera apparsa la scorsa notte a Roma in via Salaria, sul muro che circonda Villa Ada, a pochi passi dell'Ambasciata d'Egitto. A realizzarla, la street artist Laika.

Patrick Zaky è un attivista e studente dell'Università di Bologna, arrestato a Il Cairo nella notte tra giovedì e venerdì, appena atterrato nella capitale egiziana per trascorrere alcuni giorni in famiglia. Il giovane è noto per il suo impegno nel campo dei diritti umani e della comunità Lgbt. Nel murale, indossa la divisa da carcerato e davanti alle due figure campeggia la parola "hurryia", "libertà” in lingua araba.

Nell'opera, a rassicurare Zaky è Giulio Regeni, il giovane dottorando dell'università di Cambridge trovato ucciso all'inizio del 2016 in Egitto, dove svolgeva degli studi. Scomparso da dieci giorni, il corpo è stato ritrovato il 3 febbraio, evidenti i segni delle torture subite. I suoi legali hanno puntato il dito contro le forze di sicurezza egiziane. Anche gli avvocati di Zaky hanno confermato che nelle 10 ore di interrogatorio, il loro assistito ha subito torture.

Laika, in una nota, spiega così il significato della frase pronunciata da Regeni: "Ha un doppio significato: serve a rassicurare Patrick, ma soprattutto a mettere davanti alle proprie responsabilità il governo egiziano e la comunità internazionale. Non si può permettere che quanto accaduto a Giulio Regeni e a troppi altri, avvenga di nuovo. Stavolta- prosegue la street artist- deve andare tutto bene. Mi auguro che questa vicenda vada a finire bene e che Zaky venga liberato il prima possibile. Spero anche che il nostro Paese possa vigilare su quanto sta accadendo, sebbene Zaky non sia un cittadino italiano". L'artista ha concluso: "Vorrei che questo mio piccolo gesto fosse da stimolo ai media per accendere ancora di più i riflettori sulla vicenda di Zaky". (DIRE)

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