22 ottobre 2019 ore: 13:31
Società

Infanzia, Cismai: “Il ‘caso Bibbiano’ ha demonizzato il sistema. Investire in prevenzione”

A Pescara l’assemblea dei soci del Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia. Dal supporto alla famiglia al diritto all’ascolto, dalla formazione alla cura del trauma: un documento ribadisce i punti cardine alla base del lavoro di Cismai
Minori stranieri, msna, non accompagnati, migranti (Foto: iStock)

PESCARA – Superata l’estate dominata dal “caso Bibbiano”, il Cismai, il coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, si è riunito lo scorso weekend a Pescara per “La tutela ai margini”, l’annuale congresso soci. E proprio su Bibbiano la presidente Gloria Soavi ha aperto i lavori: “Abbiamo assistito a un attacco strumentale a tutto il sistema. Una narrazione distorta ha contribuito ad alimentare fake news sulle professioni coinvolte nei delicati e complessi percorsi di tutela dei minori, tanto che oggi siamo dinnanzi al tracollo degli affidi, all’aumento delle aggressioni a carico degli assistenti sociali, alla demonizzazione del ruolo dello psicologo. Sullo stesso sistema giudiziario minorile è calata una sentenza, immotivata, di colpevole trascuratezza e di connivenza con i ‘mostri che rubano i bambini’”. Soavi ha parlato di sistema perfettibile, di criticità da risolvere, “ma non è accettabile che tutto il lavoro e le buone prassi vengano spazzati via a colpi di affermazioni generiche, accuse prive di fondamento, strumentalizzazioni politiche. Il nostro auspicio è che la politica invece provveda a un’analisi oggettiva di tutto il sistema e voglia farlo con il pieno e concreto coinvolgimento di tutti i soggetti che compongono il sistema stesso”.

“Il titolo è quantomai appropriato – ha sottolineato Cecilia Angrisano, Presidente del Tribunale per i minorenni de L’Aquila –. Dobbiamo ricucire i margini di ferite in parte cagionate da male interpretazioni di fenomeni sociali, in parte da quello che è perfettibile da parte degli operatori, in parte da quello che la realtà sociale ci presenta di nuovo e di imprevisto di fronte al quale dobbiamo trovare forme di tutela diverse. Chi lavora in questo settore deve ricordarsi due cose: il coraggio, che è il coraggio della lealtà e dell’impegno in ciò che si fa, e la speranza, che è quella che ci muove ed è quella che dobbiamo ricostruire nelle fragilità delle persone che incontriamo”.

Al termine della due giorni il Cismai ha redatto un documento per ribadire 9 punti cardine alla luce dei più recenti riferimenti scientifici e legislativi. In primis, la protezione dei bambini e il lavoro di recupero della genitorialità: la famiglia, intesa come luogo di cura e accudimento primario dei figli va sostenuta e aiutata, con gli adeguati interventi economici, sociali, psicologici ed educativi, per garantire loro una crescita sana e armonica. E poi i legami affettivi sostitutivi, “perché in presenza di gravi comportamenti pregiudizievoli maltrattanti o abusanti, i bambini non possono restare in famiglia ed è quindi necessario il supporto di famiglie affidatarie e strutture di accoglienza”; l’abuso sessuale, “perché come emerge da tutte le più recenti ricerche nazionali ed internazionali, l’abuso sessuale nei confronti dei bambini è un fenomeno largamente diffuso e, nello stesso tempo, grandemente sottostimato e scarsamente affrontato. Tra i punti sottolineati, il diritto dei bambini ad essere ascoltati e la cura del trauma. “Particolare attenzione deve essere posta sia dagli operatori dei servizi sociosanitari che dalle istituzioni giudiziarie la tutela dei minorenni nelle situazioni di separazioni gravemente conflittuali. È necessario distinguere le situazioni conflittuali, anche gravi, da quelle in cui viene agita violenza domestica ed è indispensabile attivare nelle differenti tipologie di casi gli interventi più appropriati di cura e protezione”. E ancora il lavoro educativo nella tutela, la comprensione piena del significato del rifiuto di un genitore, la formazione e la supervisione degli operatori.

“Il documento si conclude con le raccomandazioni per la politica: il mancato investimento di risorse e progetti stabili per la tutela dell’infanzia dalla violenza si traduce in un grave danno per l’intero Paese. Si rischia così di condannare la parte più fragile della popolazione, le bambine, i bambini e gli adolescenti, alla marginalità e al rischio di psicopatologia e devianza. Sono necessari investimenti prioritari nella prevenzione, è indispensabile dotarsi di un programma di raccolta dei dati nazionali, come accade in altri Paesi, e di strumenti di monitoraggio”. Cismai chiede anche l’istituzione di una cabina di regia permanente sull’infanzia e l’adolescenza che preveda risorse certe per il personale e la formazione: “Non solo: occorre dotarsi di linee guida nazionali sull’ascolto, garantire l’applicazione delle leggi vigenti sulla tutela dei diritti dei minori di età e assicurare i percorsi di cura e sostegno dei minori di età vittime di violenza”. In occasione del convegno l’assemblea dei soci ha approvato anche i documenti “Requisiti minimi d’intervento per i minori stranieri non accompagnati” e “Requisiti minimi degli interventi per la presa in carico delle vittime e degli autori di cyberbullismo”.

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