7 novembre 2019 ore: 11:31
Disabilità

Legge di bilancio e disabilità, “fondi insufficienti per garantire politiche attive”

Falabella (Fish) analizza il testo depositato in Senato: “A parte lo stanziamento di 50 milioni per l'attuazione del Codice, non sono previsti altri interventi finanziari. Non staremo a guardare, ma ci faremo parte attiva”. Pagano (Fand): "Slittano altri interventi fondamentali: solo nel 2021 previsti 14 milioni per caregiver"
Dopo di noi, famiglia con donna disabile - SITO NUOVO

ROMA – Delusione e rammarico: il testo della legge di bilancio depositato in Senato non convince affatto la Fish, che auspicava un investimento più adeguato in materia di disabilità. “C'è il fondo per la disabilità e la non autosufficienza, con una dotazione di 50 milioni per il primo anno, che servirà per dare attuazione al Codice promesso dal governo – osserva il presidente Vincenzo Falabella - Ma è allarmante che no vi sia alcuni intervento finanziario, invece, sui fondi che oggi dovrebbero garantire politiche attive per disabilità: come il Fondo per la non autosufficienza, il Dopo di noi, l'inserimento lavorativo. Molti interventi vengono invece rinviati al 2021”. Una grande delusione, insomma: “Da un lato assistiamo a un'assunzione di responsabilità politica, con il premier che ci convoca e ci consulta fin dai primi giorni di governo; dall'altro, non si riescono a trovare le risorse per dare attuazione agli intenti espressi e condivisi”.

In particolare, “il Fondo non autosufficienza era stato reso stabile a 500 milioni dai governi passati. L'anno scorso c'è stato un incremento di 50 milioni, ora sono confermati i 500 milioni. Eppure, secondo una valutazione del bisogno, che abbiamo iniziato insieme al ministero del Lavoro per la preparazione del Piano per la non autosufficienza, per garantire a tutte le persone non autosufficienti servizi e sostegno deve essere occorrono da 2,5 a 3 miliardi di euro. Quindi quei 500 milioni sono completamente insufficienti”.

Questa legge di bilancio è insomma “deludente e insufficiente – ribadisce Falabella – Come Fish, stiamo avviano un confronto interno al nostro movimento, che parte dalle sollecitazioni della base, perché vogliamo riportare ai parlamentari le esigenze reali di chi vive i territori. Se non è ancora possibile uniformare il trattamento, perché mancano livelli essenziali di prestazioni e servizi, pretendiamo almeno che il governo dia risposte concrete ai cittadini che vivono nell'emarginazione totale. Monitoreremo passo passo il dibattito parlamentare al Senato e alla Camera. Intendiamo visionare il collegato fiscale e tutti i documenti e gli atti, per poter intervenire in maniera significativa. Come abbiamo anticipato al presidente del Consiglio nel corso del nostro incontro, non resteremo a guardare ciò che sarà deciso nelle aule parlamentari ma ci entreremo da protagonisti, suggerendo soluzioni concrete”.

Critico anche Nazaro Pagano, presidente di Fand e Anmic: “Ben venga l'allocazione di risorse in un nuovo fondo, ma ci preoccupa che queste non abbiano una specifica destinazione e necessitino dunque di provvedimenti legislativi futuri. In questo modo, si rischia che in un momento di emergenza siano utilizzate, come accaduto altre volte, per diversi scopi. Apprezziamo anche il graduale aumento di questo fondo per il 2021 e il 2022. Positivo anche che la legge preveda ulteriori finanziamenti nell'ambito di interventi per il diritto al lavoro, il trasporto disabili, il fondo caregiver, il dopo di noi, il fondo audiolesi: tutti questi provvedimenti, però, risultano finanziabili solo a partire dal 2021, quando il fondo cargiver verrebbe finanziato con 14 milioni. Avremmo preferito dunque che i 50 milioni stanziati sul nuovo fondo fossero invece immediatamente allocati sul Fondo non autosufficienza, portandolo a 600 milioni di euro. In tal modo, sarebbero stati immediatamente spendibili”. (cl)

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