22 luglio 2015 ore: 13:07
Disabilità

Legge di Stabilità 2016: centinaia di milioni da stretta su invalidità e assistenza

Il governo deve trovare tra i 20 e i 25 miliardi, di cui 10 arriveranno dalla spending review. Secondo Gutgeld, centinaia di milioni verranno da stretta su invalidità e trattamenti assistenziali”. Fish: “Da un lato si vuole favorire l’equità, dall’altro si colpisce la disabilità”
Soldi su mollette

ROMA – L’estate è calda, ma il governo già trema, pensando all’autunno: si avvicina infatti il momento in cui, con la legge di stabilità 2016, dovrà far quadrare i conti. E sarà una vera e propria “caccia alle risorse”, quella con cui Renzi dovrà trovare i 20 miliardi necessari – ma qualcuno parla addirittura di 25 mila – per centrare l’obiettivo. E tra le “prede” di questa battuta di caccia potrebbero esserci anche le persone con disabilità: è quanto denuncia la Fish, preoccupata dalle dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Yoram Gutgeld, consulente del governo per la spending review: proprio da questa, infatti, dovranno derivare almeno 10 miliardi di risparmio. E, in base alla ricognizione che Gutgeld sta portando avanti per definire le misure d’intervento, “alcune centinaia di milioni dovrebbero arrivare proprio dalla stretta su invalidità e altri trattamenti di tipo assistenziale”, come ha riferito ieri il Sole 24 Ore

A una possibile razionalizzazione della spesa in questo settore, d’altra parte, Gutgeld aveva già accennato proprio all’inizio del suo mandato, nell’aprile scorso: “Ci sono troppe disparità per numero di prestazioni tra una Regione e l'altra, talvolta tra una Provincia e l'altra che non sono giustificate da ragioni socio demografiche – aveva dichiarato allora - Bisogna quindi vedere, in collaborazione con le stesse Regioni, come ricondurre a normalità le situazioni anomale, dove ci sono troppe pensioni di questo tipo”. Per quanto riguarda poi le prestazioni assistenziali, “oggi le istituzioni che se ne occupano — Regioni, Inps, Comuni — non sanno l'una quello che fa l'altra e così finisce che una persona riceve tre prestazioni mentre un'altra, magari più bisognosa, nessuna – aveva detto - Accade anche perché parte delle prestazioni sono indipendenti dal reddito”: di qui, l’ipotesi, finora concreta, di legare al reddito anche le indennità di accompagnamento, che costano oltre 13 miliardi l’anno. “In via di principio bisognerebbe andare in questa direzione, per concentrare le risorse su chi ha più bisogno, ma so che è un tema delicato – aveva concluso Gutgeld - Si deciderà con la legge di Stabilità”. 

E ora che il momento decisivo si avvicina, “in queste ore le dichiarazioni e le anticipazioni su quelle che saranno le misure economiche contenute nella prossima legge di Stabilità ribadiscono ancora l’intenzione, nel quadro di un intervento sempre più ambizioso, di colpire le prestazioni assistenziali e quelle riservate alle persone con disabilità – denuncia oggi Fish - Ma non basta: pesanti dovranno essere i tagli a quella sanità che aspetta ancora la revisione dei Lea (i Livelli Essenziali di Assistenza), le cui sorti sono sempre più incerte. E a ben vedere Gutgeld non è nuovo a dichiarazioni ‘bellicose’ verso la spesa per invalidità, quella stessa che Tremonti definiva come improduttiva. Il retropensiero rimane quello, nonostante la spesa sociale e la spesa per invalidità italiane siano fra le più basse d’Europa”. 

I dettagli, naturalmente, sono ancora tutti da definire: “Quali siano gli intenti operativi per ridurre ancora quella spesa rimane un mistero – riferisce ancora Fish - Altri controlli sulle invalidità (oltre un milione negli ultimi 5 anni)? Riduzione dei beneficiari? Introduzione di nuovi criteri? In realtà si ha l’impressione che Gutgeld e il ministero non abbiano ben chiara la dimensione e i meccanismi del fenomeno e nemmeno gli effetti e le ricadute sulle persone con disabilità e sulle famiglie italiane di azioni approssimative ed avventate”. E’ quindi alta l’attenzione delle associazioni, “quasi pari alla nostra notevole perplessità – riferisce il presidente della Fish Vincenzo Falabella - Da un lato si esprime l’intento di rilanciare il Paese, di diminuire la pressione fiscale, di favorire l’equità, ma dall’altro si pensa a misure che colpiscono la disabilità (e quindi l’inclusione) e la stessa salute di milioni di italiani”. (cl)

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