27 febbraio 2020 ore: 11:30
Immigrazione

Omicidio al centro d'accoglienza: il detective è un migrante

Operatore di un centro di accoglienza fiorentino diventa scrittore.  “Il Delitto delle Cascine” è un giallo, edito dalla casa editrice Porto Segur, e racconta "la realtà dei centri dando il punto di vista di chi lo vive da vicino"
Copertina il delitto delle cascine

FIRENZE - Operatore in un centro di accoglienza e scrittore. Lotar Sanchez Arcos lavora come educatore per la cooperativa Il Girasole di Firenze (aderente al consorzio Co&So), nell’ambito dell’accoglienza a minori stranieri non accompagnati. Si dedica inoltre a condurre percorsi didattici nelle scuole. Arcos ha scritto “Il Delitto delle Cascine”, un giallo edito dalla casa editrice Porto Seguro. Il romanzo racconta la storia di Lamin, un ragazzo del Gambia ospite di un centro di accoglienza a Firenze, che si trova a dover ricercare prove per scagionare l’amico Aboubacar, scomparso dopo il ritrovamento di un corpo nel parco delle Cascine. 

 

“Scrivere questo romanzo mi ha permesso di raccontare la realtà dei centri di accoglienza dando il punto di vista di chi lo vive da vicino, ovvero dei ragazzi ospiti e degli educatori, che sono la famiglia dei ragazzi ed entrano a far parte del romanzo”. 

Dalla trama emerge anche la storia personale del ragazzo, i ricordi del suo viaggio attraverso il deserto e il Mediterraneo. “È un argomento, quello del viaggio, di cui si parla spesso nei centri, come si parla dell’attesa e delle leggi incomprensibili. In questo libro ho potuto parlarne dal punto di vista dei ragazzi e degli educatori”.  Lotar Sanchez Arcos ha lavorato per anni e lavora attualmente in un centro di accoglienza, esperienza che gli ha permesso di conoscere da vicino la realtà delle cooperative che operano in questo ambito.

 

“Purtroppo attualmente la narrazione che emerge dai media intorno alla realtà delle cooperative e dei centri di accoglienza è una narrazione in cui i ragazzi vengono dipinti o come vittime o come invasori. In questo libro ho voluto raccontarli per quello che sono, dei ragazzini, adolescenti che a volte fanno degli sbagli dettati dall’età delicata che stanno attraversando e non dal luogo da cui provengono. Ho cercato di dare una visione diversa, di far emergere il punto di vista dei lavoratori del sociale, rendendo così la narrazione intorno ai centri di accoglienza più complessa e completa.”

“Mi complimento con Lotar Sanchez per la sua nuova esperienza come scrittore - dice Claudio Giannini, presidente della cooperativa Il Girasole - Entrare a contatto con la realtà delle strutture di accoglienza è senz'altro qualcosa che lascia il segno ed è importante riflettere sull'umanità che incontriamo ogni giorno nel nostro lavoro di operatori sociali, sulle difficoltà che si trova inevitabilmente ad affrontare chi proviene da altre parti del mondo, soprattutto se si tratta di ragazzini alle prese con le incertezze della propria età. Spero che questo libro possa consentire a tante più persone di dare uno sguardo a quello che è il lavoro delle cooperative che si occupano di accoglienza”.

© Copyright Redattore Sociale