8 agosto 2016 ore: 12:41
Immigrazione

Migranti, circa 11 mila transitati dall'hotspot di Milo

La struttura in provincia di Trapani è stata aperta lo scorso dicembre. Attualmente i migranti presenti sono 370, tra loro ci sono 60 minori stranieri non accompaganti. Il prefetto Falco: "Il sistema anche se con grande fatica regge"
Hotspot Milo a Trapani

TRAPANI - Famiglie, giovani uomini soli, donne con bambini molto piccoli: arriva a circa 11 mila il numero dei migranti accolti solo per pochi giorni all'interno dell'hotspot di Milo (Trapani) dall' apertura avvenuta lo scorso dicembre. Numeri che testimoniano - come conferma il prefetto di Trapani Leopoldo Falco - che anche in questi mesi più caldi, tutte le realtà organizzative nazionali ed internazionali riescono a lavorare in piena sinergia. Il fotosegnalamento avviene con la rilevazione delle impronte digitali, operazione che richiede circa 12 minuti e che può essere fatta solo con la piena collaborazione dell'interessato. Nell'hotspot ci sono cinque postazioni ad hoc. Tutta l'operazione del fotosegnalamento generalmente avviene il giorno dopo l'arrivo al porto. 

Di recente sono arrivati circa 900 migranti, in seguito a due sbarchi, rispettivamente a Palermo e a Trapani: vengono da Africa sub-sahariana, Siria e Bangladesh. Poiché tutti i 28 Cas trapanesi, che hanno una capienza complessiva di circa 2 mila posti, sono già pieni, i richiedenti asilo vengono trasferiti nei centri di altre regioni italiane. 

"Nonostante siamo a pieno regime per quanto concerne il flusso migratorio, tutto il sistema sta reggendo bene con un transito di entrata e di uscita senza sosta - sottolinea il prefetto Leopoldo Falco -. Abbiamo potuto finora garantire questi numeri perché tutto si sta svolgendo in un clima di collaborazione reciproca tra operatori delle diverse organizzazioni umanitarie nazionali ed internazionali, forze dell'ordine e interessati. L'impegno di tutte le risorse umane preposte all'accoglienza, all'informativa, all'assistenza medica e alla identificazione ha, infatti, dei ritmi molto elevati, continui e costanti. E' abbastanza difficile riuscire a contenere il numero delle presenze ad un massimo di 400 ma riusciamo a farcela, anche se con grande fatica. Tutto è diventato ormai come una vera e propria catena di montaggio finalizzata, esclusivamente, a rispondere ai bisogni primari degli ospiti". "L'hotspot ci ha cambiato la vita anche sul piano della prima assistenza - prosegue il prefetto - perché mentre prima i migranti stavano tante ore al porto adesso le operazioni di sbarco si sono notevolmente snellite e gran parte del lavoro, certamente con una qualità diversa, viene fatto dentro la struttura". 

Fino allo scorso mercoledì c'erano circa 550 presenze mentre attualmente, sono rimasti in 370 dopo il rimpatrio di 25 tunisini, il trasferimento di qualche minore e il trasferimento di altri 150 in Lombardia, Molise e Basilicata. Inoltre 150 profughi sono stati trasferiti da Trapani a Palermo perchè la struttura trapanese non era in grado di accoglierli tutti. Tra le situazioni da evidenziare, secondo le testimonianze raccolte dagli operatori della nave umanitaria “Dignity I” dell’associazione “Medici senza Frontiere” sbarcata a Trapani mercoledì scorso, ci sono le condizioni di permanenza in Libia per i migranti che vogliono partire verso l’Europa che sono sempre più drammatiche. Crescono, infatti, in tutti i porti di sbarco, i casi di migranti ospedalizzati perché purtroppo con evidenti segni di percosse, torture e fratture multiple. Sempre secondo quanto riferito dagli operatori di Msf anche le donne in gravidanza riescono a raccontare in alcuni casi agli operatori umanitari le violenze subite.  

Tra le 370 presenze in hotspot, attualmente, rimangono anche 60 minori stranieri non accompagnati per i quali, poiché quasi tutte le comunità sono numericamente al completo, non sarà facile trovare una destinazione in tempi rapidi. Sui minori e il loro inserimento e trasferimento all'interno di strutture idonee dovrebbe partire, si spera in tempi brevi, la possibilità da parte delle prefetture di aprire centri dedicati ai minori come viene fatto attualmente per gli adulti. L'auspicio naturalmente è quello che la presenza dei minori stranieri in Sicilia che, attualmente è la più alta d'Italia, diminuisca attraverso proprio la distribuzione per quote in altre regioni. L'Isola potrebbe in questo caso riuscire a prendere una boccata d'ossigeno su questa emergenza. Sarà, comunque, cura del ministero sollecitare tutti i prefetti d'Italia ad essere operativi in questo senso. Per la prima volta, nello sbarco di Palermo di domenica scorsa, intanto, 32 minori, sono stati trasferiti a Bologna, in attuazione, si presume, delle nuove disposizioni volute dal prefetto Morcone proprio sulla ridistribuzione territoriale dei minori stranieri non accompagnati. (set)

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