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17 giugno 2016 ore: 15:52
Immigrazione

Migranti, le associazioni: "No all'ipotesi di un hotspot a Messina"

La posizione critica di MigraLab A. Sayad: “Piuttosto che pensare alla nascita di un hotspot ci si dovrebbe muovere per la chiusura definitiva della tendopoli del PalaNebiolo”
Migranti in fila, cie, hotspot

PALERMO – Un no secco all'ipotesi di attivare a Messina un hotspot che potrebbe sorgere in una parte dell'area dell'ex caserma Gasparro di Bisconte dove già esiste un centro di accoglienza. A ribadire la posizione che da sempre è stata critica sul tema è l'associazione MigraLab A. Sayad che vorrebbe piuttosto che si puntasse alla risoluzione concreta di altre problematiche riguardo l'immigrazione come la chiusura definitiva della tendopoli del PalaNebiolo e una politica complessiva più rispettosa della dignità della persona attraverso l'accoglienza diffusa. 

BOX “Piuttosto che pensare alla nascita di un hotspot – dice Tania Pguish di MigraLab – ci si dovrebbe muovere per la chiusura definitiva della  tendopoli del PalaNebiolo  su cui si è registrato il silenzio assordante dell’amministrazione Accorinti. Pensare di adeguare ad hotspot l'ex caserma Gasparro di Bisconte, che attualmente ospita tra le 200 e le 220 persone è improponibile per i problemi che già ci sono riguardo l'organizzazione dell'accoglienza dei migranti”.

“Non si può accettare che a Messina accada anche questo – continua Tania Poguish -. Vorremmo invece che il sindaco Accorinti prenda una posizione netta per la chiusura della sfregiante tendopoli all’interno del Pala Nebiolo, chiarendo il destino dell’ex caserma Gasparro, dove una volta si doveva costruire il secondo tribunale di Messina e un’altra volta degli alloggi per famiglie in difficoltà. Dal 2014 l’ex caserma è un’altra vergogna in cui vengono ammassati uomini che vivono in uno spazio ristretto tra letti a castello, situazione in cui basterebbe una cicca di sigaretta buttata nel posto sbagliato per creare una gabbia di morte”. 

Anche il circolo Peppino Impastato del Partito della Rifondazione Comunista e la segreteria regionale del Prc si oppongono fortemente all'ipotesi hotspot perche come sottolineano “ritengono opportuno proporre un'altra narrazione di accoglienza in atto a Messina”. “Nell’hotspot, che tradotto e nell’accezione governativa significa punto di crisi, punto caldo, si selezioneranno le persone, creando una ulteriore violazione del diritto e annullando il diritto d’asilo – si legge nel documento del circolo Peppino impastato -. Per Messina designata ad avere questo orrore, paradossalmente, è la parabola ascendente di un vecchio disegno datato ottobre 2013, momento in cui si è consentito di aprire un pala sport per contenere” in  emergenza i migranti. Le azioni del sindaco di Messina hanno seguito questa parabola e lo dimostrano le ordinanza sindacali firmate per motivi di contingenza e di emergenza per accogliere i Msna (minori stranieri non accompagnati)”.  

Anche se non ci sono ancora piene conferme a gettare acqua sul fuoco sembra sia il ministero stesso che smentisce attualmente una reale realizzazione di un hotspot a Messina dove sembra, invece,  che  verrà realizzata una struttura di prima accoglienza proprio ampliando l'area dell'ex caserma Gasparro- che insiste su un quartiere popolare molto difficile- che dovrebbe sostituire le tende del PalaNebiolo. (set) 

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