21 giugno 2018 ore: 12:47
Economia

Nasce la cooperativa che gestirà il primo emporio di comunità in Italia

L'atto fondativo di Camilla sarà alle 17 al Centro interculturale Zonarelli di Bologna, con i 50 soci fondatori che daranno formalmente il via a un progetto a cui si lavora da più di anno. Puntano ad aprire entro l'autunno
Camilla, riunione emporio di comunità

BOLOGNA - “Più soci siamo, più diamo forza al progetto, più tutti i soci avranno vantaggi”. E' questo lo spirito con cui oggi nasce a Bologna la cooperativa Camilla, che gestirà il primo emporio di comunità in Italia. L'atto fondativo, alla presenza del notaio, sarà alle 17 al Centro interculturale Zonarelli, in via Sacco 14, con i 50 soci fondatori che daranno formalmente il via a un progetto a cui si lavora da più di anno. Puntano ad aprire l'emporio entro il prossimo autunno, probabilmente in zona San Donato o alla Bolognina, in prima periferia.

Sono stati i partecipanti del gruppo di acquisto solidale Alchemilla e i contadini dell'associazione Campi aperti a far nascere l'iniziativa, che finora ha raccolto 450 pre-adesioni. Nel corso dell'estate chi vorrà potrà aggiungersi ai soci che oggi fondano Camilla, versando la quota di 125 euro, che in futuro potrà essere anche rateizzata. Anche chi contribuirà con una quota maggiore per sostenere la fase di avvio, comunque conterà come tutti gli altri nel prendere le decisioni all'interno della cooperativa. “Sarà  una cooperativa di consumo a ciclo chiuso, i soci potranno acquistare beni di consumo quotidiani e partecipare direttamente al processo decisionale, oltre ad avere uno spazio in cui fare attività aggregative, di cultura, e tutte quelle che i soci vorranno proporre”, spiega Giovanni Notarangelo, uno dei fondatori.

Ispirato al Park Slope Food Coop, il “supermercato collaborativo e autogestito” fondato a Brooklyn nel 1973 e oggi arrivato a 17 mila soci, l'emporio di Camilla nasce per mettere in pratica in modo collettivo il consumo consapevole, trasparente, dando spazio a produttori che rispettano i lavoratori e l'ambiente, “ma un socio può aderire anche perché interessato agli altri aspetti. Certo però all'inizio sarà importante che tutti capiscano l'importanza di fare acquisti in cooperativa, per poter abbassare il ricarico sui prezzi che serve a coprire le spese e averne tutti un vantaggio economico”, chiarisce Notarangelo. Ci sarà da ricevere i prodotti, riempire gli scaffali, stare alla cassa, ma anche garantire attività come l'amministrazione, la comunicazione... Ogni socio si impegnerà a dedicare tre ore al mese di tempo ed energie per le attività necessarie a far funzionare l'emporio e la cooperativa. “Attraverso un questionario online, le 450 persone che hanno pre-aderito hanno già scritto le proprie disponibilità, divise per giorni e fasce orarie, e abbiamo messo a punto un regolamento che descrive il meccanismo delle tre ore e definisce l'acquisto allargato al nucleo familiare del socio, lo discuteremo martedì prossimo in assemblea, ma lo andremo affinando in base alle esigenze che si presenteranno con l'arrivo dei nuovi soci”.

Messa da parte la speranza di aprire l'emporio in uno spazio di proprietà pubblica per contenere le spese d'affitto, ora Camilla ha chiesto al Comune di Bologna di riconoscere il valore sociale innovativo della sua iniziativa in altra forma, per esempio non facendole pagare gli oneri legati a un eventuale cambio di destinazione d'uso dello spazio privato che prenderà in affitto.

A partire da luglio i fondatori di Camilla saranno presenti nei mercati di Campi Aperti e in altre iniziative analoghe con i moduli per raccogliere nuove adesioni. Sabato 23 e domenica 24 giugno, a Villa Bernaroli, in via Morazzo 3, parteciperanno agli eventi di “Agricoltura in festa, primo incontro delle CSA in Italia”, promosso da Arvaia, Comunità che Supporta l'Agricoltura, dove si confronteranno, “le comunità di cittadini che si organizzano per produrre direttamente, insieme ai contadini, il cibo che metteranno sulla propria tavola”. (Benedetta Aledda)

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