16 dicembre 2019 ore: 14:59
Disabilità

Oscar dello sport a Pablo: in viaggio con gli amici e con l'autismo

“Io sono Pablo e qui sto bene” è il cortometraggio girato da Edoardo Pesce. Racconta il viaggio in Spagna di una comitiva di amici, ventenni romani, a bordo di un pulmino e in cerca di avventure ed emozioni. Con loro c'è anche Pablo

Pablo con il regista Edoardo Pesce

Pablo con il regista Edoardo Pesce

ROMA - Ha vinto l'Oscar dello Sport, premio targato Asi, il cortometraggio “Io sono Pablo e qui sto bene, girato da Edoardo Pesce, che racconta l'autismo dal punto di vista di una comitiva di amici. Hanno vent'anni, l'apparecchio ai denti, l'accento romano, tanta voglia di vacanza e un pulmino per partire. Organizzano un giro in Spagna e Portogallo e propongono anche a Pablo di unirsi a loro. Pablo è il loro amico d'infanzia, che dice quasi tutto quello che gli passa per la testa e può mettersi nei guai anche a Trastevere, figuriamoci in giro per l'Europa. Ma loro lo conoscono da tempo., hanno la confidenza degli amici di vecchia data e la sfrontatezza e l'incoscienza dei ventenni. Soprattutto, con lui si divertono e sanno come far: così il pulmino parte e resta in giro per una settimana, portando i ragazzi a vedere le onde giganti e i surfisti che le cavalcano. Poi si torna, si pensa di ripetere un giorno l'esperienza, ma Pablo mette in chiaro: “Non volevo venire ancora di nuovo a fare un altro girettino sul pulmino”. E gli amici lo rassicurano: “Oggi torni a casa. Tra un po' di tempo, tra qualche mese”. Perché con Pablo è bene spiegare tutto chiaramente. E i suoi amici lo sanno.

Dal viaggio al cortometraggio

Il progetto parte da un'idea dei genitori di Pablo, Alessia Condò e Karl Diemunsch, che da anni lavorano sull'inclusione dei ragazzi con autismo e hanno voluto aiutare il proprio figlio a 'sentirsi a casa' in alcuni luoghi simbolo-della sua città, Roma. È iniziata così la mappatura, palmo palmo, di “tutti quei luoghi amici, quelli in cui anche un ragazzo con bisogni speciali viene accolto da un sorriso”, spiega la mamma. Per identificare ogni 'luogo amico', è stato creato un adesivo con il volto sorridente di Pablo che riporta la dicitura 'Io sono Pablo e qui sto bene', ed è stato affisso “sulla vetrina di quel bar, di quel supermercato, di quel centro sportivo in cui, con un sorriso in più e un po’ di pazienza, i ragazzi vengono accolti, coccolati e fatti sentire indipendenti e integrati – spiega ancora Alessia”.

Il progetto è piaciuto talmente tanto che la scorsa estate, con il contributo di Paola Rota, di Edoardo Pesce – da poco vincitore del David di Donatello - e di Lillo del duo comico Lillo&Greg, è stato prodotto il documentario che si è aggiudicato il Premio “Sport e Cultura” istituito dalle Associazioni Sportive e Sociali Italiane. A decretarne la vittoria è stata una giuria composta da rappresentanti delle Istituzioni e del mondo sportivo e giornalistico italiano, tra cui:il presidente di Asi, il senatore Claudio Barbaro, la campionessa paralimpica Giusy Versace; i giornalisti Italo Cucci, Simona Rolandi e Marco Mazzocchi, l'atleta Nadia Dandolo e Andrea Abodi, presidente dell'Istituto per il credito sportivo.

Il premio

Il premio targato Asi, giunto quest'anno alla sua 14esima edizione, punta a sensibilizzare i giovani sui valori dello sport e della cultura attraverso l’impegno quotidiano e costante su tutto il territorio nazionale.

"Siamo felici di ricevere questo premio perché siamo riusciti a far passare un messaggio fondamentale: autismo non fa rima con isolamento – ha dichiarato commossa Alessia - Per Pablo lo sport è stato fondamentale: l'autonomia che ha raggiunto finora è grazie allo sport, che lo accompagna ogni giorno. Sa sciare, gioca a calcio, fa nuoto... e noi siamo felici perché lo sport, per tanti ragazzi con bisogni speciali come Pablo, è molto importante. Pablo è molto felice quando fa sport”.

“Conosco Pablo da tanti anni ecco perché l'applauso non deve andare a me, ma ai ragazzi e al progetto che c'è dietro - ha aggiunto Edoardo Pesce, attore e regista autore del corto. Io sono stato solo lo strumento”. Anche Pablo, dal palco, ha voluto ringraziare il pubblico e la giuria: “Grazie, grazie di aver dato a me il premio”. Ha poi interrotto l'applauso della sala, alzando una mano: “Devo finire di dirvi una cosa: grazie, grazie mille. Ora potete applaudire”. (cl)

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