24 settembre 2002 ore: 15:09
Non profit

Paolicelli (Aon): ''Fuori dal patto di stabilità le spese per l'esercito Ue? Rutelli non insegua i poteri forti''

ROMA - "La responsabilità in materia di difesa non deriva dallo spendere di più, ma da obiettivi di politica estera chiari e da una razionalità della spesa". E' quanto dichiara Massimo Paolicelli, presidente dell'Associazione Obiettori Nonviolenti, intervenendo sulla proposta lanciata, in una intervista, da Francesco Rutelli, di far 'restare fuori dal patto di stabilità le spese dell'Unione per l'esercito europeo'.
Afferma Paolicelli: "Il primo nodo della difesa europea è tutto squisitamente politico, infatti occorre delineare una strategia di politica estera dalla quale poi deve discendere lo strumento militare. Oggi invece la politica della difesa europea è dettata dall'industria bellica che ha gioco facile nella scarsa volontà di alcuni paesi di cedere la propria sovranità in politica estera e nella resistenza di altri ancora molto filo Nato. Oggi con il pretesto della lotta al terrorismo, la guerra è diventata purtroppo un normale strumento di politica estera. Quello che deve essere invece perseguita è una 'sicurezza comune', che va al di là degli aspetti militari, ma riguarda: la sicurezza alimentare, quella sociale, quella ambientale, ecc, unici antidoti al terrorismo. Strada che è più difficile da percorrere di quella dell''armiamoci e partite', ma che è l'unica che può salvare il mondo dal baratro”. Per Paolicelli, infine, “occorre ridare un ruolo alle Nazioni Unite, opportunamente riformate e democratizzate, affinché siano gli unici arbitri del diritto internazionale. La politica del far da sé ricorda troppo i tempi del Far West. Se poi non si fa una sintesi, ma si tiene la politica di difesa nazionale, sommata a quella europea e forse in futuro sommata a quella delle Nazioni Unite, la voragine di bilancio è assicurata. L'Italia - conclude - ha un ruolo importante, ma se la proposta di chi si candida a Governare il paese dopo Berlusconi, ripercorre la sua stessa linea politica di sudditanza ai poteri forti, resta poco da sperare".
© Copyright Redattore Sociale