25 marzo 2020 ore: 12:03
Salute

Coronavirus: a Bologna 8 mila pazienti sotto monitoraggio, cresce l’ansia

di Manfredi Liparoti
I centri di salute mentale restano aperti, ma sono chiusi molti centri diurni e sospese le attività di gruppo. Angelo Fioritti, direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda Usl di Bologna: “Ci aspettiamo che il mix di paura, isolamento e convivenza forzata generi nell’arco di qualche settimana un’ondata di richieste”
Salute mentale - (Shutterstock - Foto ESB Professional)

BOLOGNA – “Il nostro modello assistenziale punta molto sul rafforzamento dei legami sociali, quindi in questo momento siamo in una situazione contraddittoria: molti centri diurni sono chiusi, le attività di gruppo sono state interrotte così come l’assistenza tra pazienti-familiari, laddove richiedesse il contatto, e abbiamo trasferito il più possibile le nostre attività su telefono e connessioni telematiche”. Angelo Fioritti, direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda Usl di Bologna, traccia il quadro dei servizi di psichiatria per adulti alle prese con l’emergenza coronavirus. Sotto le Due Torri, i centri di salute mentale sono 5, ognuno ha 1.500 persone a carico all’anno; nell’ambito dell’Azienda Usl, che comprende tutto il territorio metropolitano a eccezione del circondario imolese, si arriva a 11 centri che seguono in tutto 18mila persone. Tre i reparti psichiatrici da 15 letti ciascuno: a Bologna sono all’ospedale Maggiore e al policlinico di Sant’Orsola, un altro si trova all’ospedale di San Giovanni in Persiceto. Duecento persone, infine, vivono in contesti comunitari tra residenze e strutture terapeutiche.

“Per ridurre gli assembramenti nelle sale di attesa, molta attività dei centri di salute mentale si è trasferita al telefono e online – spiega Fioritti – Abbiamo mantenuto l’apertura quasi normale dei servizi giusto per rispondere alle emergenze e dare continuità alle cure farmacologiche e a quelle domiciliari, che hanno avuto un grosso incremento”. Ogni centro ha stilato una lista dei pazienti che hanno bisogno di contatto quotidiano: sono circa 8mila persone sul totale di 18mila. “Con loro facciamo colloqui telefonici e via Skype oppure le visite a domicilio”. In ospedale e a casa dei pazienti con sintomi da sospetto Covid-19, gli operatori sanitari indossano mascherine, occhiali, camici idrorepellenti e guanti, anche se “il numero delle mascherine non corrisponde a quelle necessarie”. Si è spostata sul web anche l’attività delle associazioni bolognesi che riuniscono pazienti e familiari: il sito di riferimento è www.sogniebisogni.it.

Se le persone già in cura sono sotto costante monitoraggio (“Per ora abbiamo notato solo qualche ‘scricchiolio”), desta apprensione lo stato di salute mentale della popolazione sotto la pressione del coronavirus. “Il numero delle persone in allarme e in ansia è incalcolabile – aggiunge Fioritti – Stiamo predisponendo delle linee di accesso che possano essere utilizzate su indicazione dei medici di medicina generale”. In questi giorni non sono aumentate le nuove richieste di visite, ma “ci aspettiamo che il mix di paura, isolamento e convivenza forzata generi nell’arco di qualche settimana un’ondata”. Previsioni pessimistiche anche per quanto riguarda i ricoveri: “Al momento abbiamo registrato una diminuzione, ma è verosimile che sarà un problema che si manifesterà più avanti”. Rinviata ai prossimi mesi anche la valutazione dell’impatto della pandemia sul numero dei suicidi.

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