26 giugno 2015 ore: 13:24
Disabilità

Salvini Asperger? “Non c’è niente da ridere”

Dopo il caso di Mineo che ha definito Renzi un “autistico”, ora una giornalista del Fatto Quotidiano ironizza su Salvini definendolo Asperger. Insorgono famiglie e associazioni: “Le persone con autismo aspettano le sue scuse”. Critico Nicoletti: “Asperger significa estrema sofferenza”
Sindrome di asperger

ROMA – Il termine “autistico” non è insulto: ma come tale, di fatto, troppo spesso continua ad essere usato. E in molti casi è il giornalismo a cadere in questo grave errore: dopo Corradino Mineo, che mesi fa aveva provato ad offendere Renzi definendolo un “bambino autistico”, ora ci pensa una giornalista del Fatto quotidiano on-line, Eva Macali, a sfoderare il termine autistico come un’arma infallibile. Peccato che manchi del tutto il bersaglio ed ottenga piuttosto l’obiettivo contrario. L’articolo, pregno di sarcasmo, pubblicato inizialmente con il titolo “Matteo Salvini: diagnosticata la Sindrome di Asperger nella perizia psichiatrica”, offre subito l’opportunità, al leader della Lega, di esercitare le sue capacità retoriche: “Che tristezza insultare qualcuno definendolo autistico – commenta subito su Twitter – Io non trovo nulla di divertente nel fare ironia sulle malattie e sulla sofferenza di tante persone. Siete d’accordo?”.

Lo sdegno delle associazioni. Il tweet, neanche a dirlo, fa rapidamente il giro della rete, raccogliendo consensi e suscitando un generale sdegno nei confronti della “spiritosa” giornalista, criticata aspramente anche dalle famiglie e dalle associazioni. “La signora Macali ha usato una condizione neurologica dello spettro autistico che riguarda migliaia di persone nel nostro Paese, la Sindrome di Asperger, come un ‘insulto’ e/o ‘una presa in giro’ – scrive in una nota Laura Imbimbo, del Gruppo Asperger onlus - Poi l’ha tolta, probabilmente a seguito delle segnalazioni di molti lettori. Ha usato comunque termini come psichiatrico, difficoltà relazionali … allargando così la platea delle persone insultate indirettamente. Ma non riesce a prendere in giro Salvini per se stesso e per il suo programma politico? Le persone con autismo e sindrome di Asperger (e tutti i pazienti psichiatrici a questo punto) aspettano le sue scuse. Lo faccia per favore. E le consiglio di non usare più fragilità, diversità, disabilità, caratteristiche fisiche … come epiteti per la polemica ‘politica’ (anche se satirica)”.  

"Non c'è niente da ridere". Sotto il peso delle critiche e delle proteste, la redazione della testata, o la stessa giornalistica, prova a rimediare all’errore, modificando il titolo dell’articolo – “Matteo Salvini: ecco l’esito della perizia psichiatrica” – ed eliminando dal testo il termine Asperger. Ma le polemiche non si placano e lo sdegno resta: come quello del giornalista Gianluca Nicoletti, che sul suo blog “Mio figlio autistico” dedica un lungo commento alla vicenda, dal titolo “Sicuri che faccia tanto ridere dare a Salvini dell’ Asperger?”. Scrive Nicoletti: “Non ho nessuna particolare simpatia per Salvini, ma non mi pare che prenderne le distanze definendolo Asperger sia, oltre sintomo di una profonda ignoranza sulla neurodiversità, una grave leggerezza nel considerare una consistente fetta di umanità”. E spiega: “ammesso che lo scopo sia affermare che Salvini sia proprio ad atteggiamenti discriminatori verso etnie diverse dalla propria, non è accettabile che, nello scegliere un termine negativo che possa definire l’ arretratezza di tale comportamento, si usi il nome che indica una sindrome che segna un grande numero di persone”. E ancora: “Asperger non è un termine astratto come ‘dissociato’, ‘incivile’, ‘psicolabile’,  scrivendolo ci si riferisce a esseri umani per cui la diversità di comportamento relazionale è spesso fonte di estrema sofferenza e difficoltà nella vita sociale. Basti solo ricordare che  bambini Asperger sono le prime vittime dei bulli, e per tutta la loro vita scolastica devono subire come minimo l’ ironia di chi non abbia strumenti culturali sufficienti per attribuire il loro comportamento atipico a una diversità neurologica”. 

E per concludere: “Alla fine qualcuno potrebbe impunemente scrivere che Salvini sia Down per disprezzarlo? O per ridere dire che sia tetraplegico? Sarebbe considerato barbaro da chiunque, farebbe giustamente insorgere ogni individuo o associazione che condivida quella specifica caratteristica di esistenza. Vorrei che fosse chiaro come dare dell’Asperger (o dell’autistico) a una persona che si vuole disprezzare, corrisponde alla rozza superficialità di chi da del “marocchino” a un qualsiasi immigrato, né più né meno”. (cl)

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