22 agosto 2019 ore: 12:38
Salute

Sanità, Giulia Grillo elenca “cosa non sarà fatto” a causa della crisi

Il ministro pubblica una tabella su Facebook: sono undici i provvedimenti che non potranno essere portati a termine in campo sanitario. Tra questi, patto per la salute e abolizione del superticket
Sanità, stetoscopio in primo piano, medico - SITO NUOVO

ROMA – Crisi di governo, tempi di bilancio. Ma anche di previsioni: così la ministra Grillo, su Facebook, traccia sinteticamente il quadro di quanto ha fatto in 14 mesi, ma soprattutto di quello che non si potrà fare, perché “la crisi ha bloccato il cambiamento che avevo avviato”.

Cosa è stato fatto

“Abbiamo fatto tanto: portato a 8 mila i posti nelle specializzazioni (1800 in più rispetto all'anno precedente) e avviato la possibilità di assumere nel Ssn gli specializzandi al 4° e 5° anno; riavviato le assunzioni in tutte le Regioni, aumentato le risorse al nostro Servizio sanitario nazionale, stanziato 400 milioni per abbattere le liste d’attesa, stanziato per l’edilizia sanitaria oltre 4 miliardi, tolto il blocco alle assunzioni ferme da decenni, permettendo alle Regioni di assumere di nuovo”. Nella tabella pubblicata su Facebook, si fa riferimento anche al rinnovo del contratto dei medici, fermo da dieci anni, alle nomine trasparenti dei direttori generali, ai 4,5 miliardi per il fondo sanitario nazionale, ai 100 milioni per le radioterapie nel sud e alla Rete nazionale dei registri tumori.

Cosa non sarà fatto

Poi c'è l'elenco di ciò che invece non si potrà portare a termine: il patto per la salute, con l'aumento di 3,5 miliardi previsto per la sanità; l'abolizione del superticket; il riordino delle specializzazioni mediche; il risanamento della sanità calabrese; il decreto per la rimborsabilità dei farmaci; il decreto (appena approvato) sulle regole sulla fecondazione assistita; la legge sui defibrillatori; il provvedimento per la sicurezza del personale medico; la riforma degli infermieri di famiglia; la riforma della formazione medica post-laurea; il progetto per il riconoscimento dell'ostetrica di comunità”.

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