8 marzo 2017 ore: 11:26
Disabilità

Tagli al fondo politiche sociali, appello di Coordown a Gentiloni

Il coordinamento si unisce alle preteste delle associazioni, ricordando l'andamento delle assegnazioni delle risorse negli ultimi anni: dai 42 milioni del 2012 ai 343 del 2013, fino ai 311 milioni del 2016. “La previsione per il 2017 porterebbe il Fondo a 99 milioni. Questa sarebbe una dotazione strutturale?”
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ROMA – Il governo disattende promesse: con la riduzione del fondo politiche sociali a 99 milioni, frutto dell'intesa Stato-Regioni del 23 febbraio scorso, verrebbero traditi gli impegni assunti, negli ultimi mesi, da Renzi e ministri. Lo fa notare Coordown, che oggi si unisce allo sdegno espresso in questi giorni dalle associazioni. E si appella, Coordown, innanzitutto al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a cui chiede “di farsi garante della tutela dei diritti delle persone con disabilità e promotore di un deciso cambio di rotta del Governo nelle politiche del Welfare”. Per dare spessore alla sua richiesta, Coordown ripercorre la storia non soltanto delle dotazioni del fondo negli ultimi anni, ma anche delle dichiarazioni d'intenti di ministri vari. 

Le dotazioni. “Se tra il 2008 e il 2010 i trasferimenti del ministero alle Regioni sono stati drasticamente ridotti (se non sostanzialmente azzerati nel 2012) – riferisce Coordown - con la legge di stabilità del 2015 si è provveduto a stabilire una dotazione finanziaria annua, strutturale, di 300 milioni a decorrere proprio dal 2015”. Questo l’andamento delle dotazioni del fondo negli ultimi anni: 42 milioni nel 2012, 343 nel 2013, 297 nel 2014, 312 nel 2015 e 311 milioni nel 2016. Ora, la previsione per 2017 che scaturisce dall’accordo del 22 febbraio scorso porterebbe il Fondo a 99 milioni. Questa sarebbe una dotazione strutturale?”, domanda Coordown 

Promesse e dichiarazioni. Eppure, tante sono state, negli ultimi anni, le promesse e le dichiarazioni d'intenti rilasciate dai governanti in merito all'incremento del fondo e alla stabilizzazione delle risorse. Il 4 febbraio 2016, per esempio, scriveva Matteo Renzi su Facebook: “Dopo una lunga attesa finalmente ci siamo: quasi 240 milioni di euro in tre anni per l’assistenza dei disabili gravi dopo la morte dei familiari. La legge interessa direttamente migliaia di famiglie e riguarda il livello di civiltà di un paese intero. Per anni il welfare a favore degli ultimi è stato un bancomat; anche in questo settore le cose sono cambiate. Le risorse per il dopo di noi infatti sono un’importante parte della nostra politica per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”. Pochi mesi dopo, il 17 settembre, Matteo Renzi e Giuliano Poletti alla Conferenza Nazionale sulla disabilità assicuravano: “Aumenteremo il Fondo per la non autosufficienza”. Così Renzi: “La mia presenza qui è finalizzata soltanto a sottolineare la grande importanza che per il Governo riveste questo mondo, che è un mondo di nostri connazionali, concittadini che affrontano difficoltà doppie nella vita quotidiana e che devono essere messi in condizione di godere dei propri diritti di cittadinanza come tutti, più di tutti. Ci sono tante storie molto belle e anche tante storie di grande difficoltà. Per questo abbiamo stabilizzato il Fondo per la non autosufficienza e fatto la legge sul dopo di noi”.

Sulla possibilità di un aumento del Fondo si era espresso anche il ministro alle Politiche sociali Giuliano Poletti – ricorda Coordown - nel suo intervento conclusivo della “due giorni” fiorentina: “Con la firma da parte del ministro dell'Economia Carlo Padoan del relativo decreto di riparto, il Fondo per la non autosufficienza è diventato strutturale. Il Fondo ha avuto un'innovazione fondamentale: è stato stabilizzato, cioè dura per sempre. Nella legge di bilancio 2016 avremo la forza di destinare una quota di risorse importanti. C'è sempre la possibilità di fare meglio anche quello che si fa bene”. 

Ora, alla luce del taglio annunciato, CoorDown si appella al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, “affinché i diritti delle persone con disabilità non siano calpestati”. E chiede “che venga data concreta attuazione a quelle affermazioni che solo pochi mesi fa facevano presagire una nuova stagione, un cambio di rotta atteso da tempo e che il Governo, seppur timidamente, sembrava aver intrapreso. Non deludete queste aspettative, ma soprattutto non rinnegate gli impegni presi!”. 

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