8 marzo 2017 ore: 11:15
Welfare

Taglio fondi sociali, assistenti sociali: cancellata agenda politica sul disagio

Il commento del presidente Gazzi: "Mossa inqualificabile, tutta monetaria e frutto delle alchimie di bilancio che non tiene in alcun conto il rispetto e i bisogni concreti delle persone". Sono le donne "a pagare il prezzo più alto di una crisi economica"
Non autosufficienza, disabilità, assistente stringe mani ad anziano - SITO NUOVO

Roma - “Proprio in occasione dell’8 marzo va sottolineato con sgomento il taglio, operato all’Esecutivo ai trasferimenti alle Regioni dei Fondi per le Politiche sociali e la Non Autosufficienza decidendo così la definitiva cancellazione dall’agenda politica del tema del disagio sociale. Una mossa inqualificabile, tutta monetaria e frutto delle alchimie di bilancio che non tiene in alcun conto il rispetto e i bisogni concreti delle persone. Una mossa cui le Regioni, anche quelle che sembravano più virtuose, si sono prontamente adeguate esprimendo una incredibile ‘unanime soddisfazione’ per l’accordo sui tagli raggiunto con il Governo. Spero che non ci siano ipocriti appelli alla parità da parte di coloro che hanno deciso che i milioni di euro cassati non fossero necessari”. E' il commentoi di Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali.

Sul tema più direttamente legato al significato dell’8 marzo, Gazzi ricorda che “l’attenzione e il richiamo perchè si diffonda nel profondo della società italiana la cultura della parità e del rispetto dei diritti e delle opportunità che indistintamente devono essere offerti a uomini e donne per manifestare le rispettive capacità, non devono limitarsi alla ritualità dell’8 marzo ma essere praticati nello scorrere della quotidianità”.

“A poco sono serviti – dice ancora - i pur importanti passi in avanti che, nel nostro Paese in tanti campi, sono stati compiuti anche in questo ultimo anno per tentare di ridurre la disuguaglianza che ancora si registra a sfavore della donne. Se, da un lato – come mostrano alcune recenti ricerche – cresce la presenza femminile in settori vitali per il Paese come l’Amministrazione locale o la Magistratura o, timidamente, in ruoli di responsabilità nella politica, nelle Istituzioni, nell’industria, nella ricerca e nella scienza, altrettanti positivi risultati non si avvertono contro le discriminazioni e i condizionamenti culturali espressi dagli uomini, principalmente nel contesto familiare, nei casi più gravi ed estremi nel maltrattamento, nella violenza fisica, psicologica o, peggio, fino a giungere ai drammatici casi di femminicidio”.

“A fronte di tutto questo il Governo - prosegue il Presidente degli assistenti sociali italiani - taglia drasticamente i fondi proprio a quelle politiche sociali che dovrebbero, invece, sostenere emancipazione, sicurezza e tutela delle donne madri, figlie, nonne e bambine. Chi ha deciso di sacrificare tutto ciò, oggi non ha diritto di dire nulla alle donne. Ha solo il dovere di rimanere in un silenzio rispettoso”. “Nella pratica di ogni giorno – conclude Gazzi - gli assistenti sociali sono troppo spesso costretti a constatare come siano proprio le donne a pagare il prezzo più alto di una crisi economica che porta con sé, specialmente per esse, disoccupazione e precariato. Una crisi che, per di più, chiama sempre più spesso proprio le donne a svolgere quel ruolo di supplenza delle istituzioni in termini di welfare familiare che l’assenza di una rete di servizi rende ancora più gravoso. E questo ultimo pessimo regalo ricevuto dal Governo non farà che acuire e rendere ancor più distante il traguardo della vera parità”.

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