16 marzo 2020 ore: 15:29
Società

Tokyo 2020 fra conferme e rinvii: la “flessibilità” tiene ancora vivi i Giochi

Emergenza Coronavirus, Olimpiadi e Paralimpiadi sono a rischio rinvio o annullamento. Il governo giapponese, insieme a Cio e Ipc, resistono ancora: “Si faranno”. E cercano soluzioni per ovviare ai molti eventi di qualificazione saltati. Ecco le ipotesi in campo
stadio con la scritta tokyo 2020
Finora la parola d’ordine è stata quella di negare e rassicurare: “Le Olimpiadi di Tokyo 2020 si faranno”. Ma giorno dopo giorno, a pandemia da Covid-19 sempre più diffusa, anche le granitiche certezze del Comitato olimpico internazionale e del governo giapponese inizieranno a vacillare. L’ipotesi di un rinvio o perfino di un annullamento non è più un'assurdità, seppure ancora nelle ultime ore il premier giapponese Shinzo Abe abbia ribadito che “i Giochi si terranno come previsto, abbiamo fatto il massimo perché sia un'Olimpiade di successo e stiamo lavorando fianco a fianco col Cio e l'Oms perché lo sia”. Dichiarazioni ormai solo di facciata, perché negare l’evidenza ancora a lungo non servirà a preservare l’evento, la cui cerimonia di apertura è prevista per il prossimo 24 luglio, con gare fino al 9 agosto. 
 
Sullo stesso schema, forte anche del maggior tempo a disposizione, si sta muovendo da settimane anche il Comitato paralimpico internazionale, che continua a rassicurare sulla regolare disputa dei Giochi Paralimpici, previsti nella capitale nipponica a partire dal 25 agosto e fino al successivo 6 settembre. 
 

Tokyo 2020, che fare? Al Cio se ne inizia a parlare davvero

E’ una visione assolutista che probabilmente cambierà presto: domani, martedì 17 marzo, il presidente del Cio Thomas Bach discuterà in videoconferenza, con i rappresentanti delle Federazioni Sportive Internazionali, la situazione globale dell’evolversi del Coronavirus. Sarà un momento di confronto importante, il primo esplicitamente riservato al tema: non ne verrà fuori nessuna decisione, men che meno definitiva, ma tutti i problemi e i dubbi saranno messi sul piatto. Anche perché il problema - nel mondo olimpico così come in quello paralimpico - non riguarda solo il fatto che le gare di luglio/agosto o di agosto/settembre si possano tenere, ma interessa le decine e decine di tornei di qualificazione previsti nelle scorse, in queste e nelle prossime settimane, e che sono stati via via rinviati o cancellati. Anche immaginando (e di immaginazione, purtroppo, ne serve parecchia) un’emergenza mondiale ormai conclusa per la prossima estate, il problema del come decidere quali atleti e quali squadre hanno diritto a partecipare all’Olimpiade (e alla Paralimpiade) non è di facile risoluzione. Ma sia il Cio sia l’Ipc hanno già manifestato l’intenzione di concedere “massima flessibilità” su questo tema: se ci sarà modo di tenerli, insomma, i Giochi si faranno, anche cambiando in corsa i criteri di qualificazione. 
 

Covid-19, il Giappone tiene

In definitiva, a preoccupare non è il luogo designato per essere sede dei Giochi: il Giappone, alla data di ieri, 15 marzo, aveva conteggiato 780 casi confermati di Covid-19, un numero in sensibile aumento nell'ultima settimana ma relativamente basso considerata l’esposizione potenziale di un paese molto vicino alla Cina e con notevoli traffici economici, commerciali e di spostamento di persone (ci sono attualmente 16 paesi al mondo con numeri più alti di quelli giapponesi, comprese Austria, Danimarca, Svezia, Norvegia). A preoccupare è invece la diffusione in tutto il mondo, e il fatto che sempre più paesi vengano toccati dalla pandemia, con conseguenze organizzative evidenti.
 

Le ipotesi sul campo: porte chiuse, slittamento, annullamento

Ecco così che - come sta accadendo anche al calcio, alle prese con il rebus dello spostamento degli Europei di calcio in programma a giugno - iniziano ad affacciarsi le ipotesi su come fare se il normale svolgimento non fosse ritenuto possibile. La soluzione meno probabile è che i Giochi si tengano comunque nelle date previste, ma a porte chiuse: a parte la cupa atmosfera che Olimpiadi e Paralimpiadi trasmetterebbero in questa modalità, questa ipotesi configura a priori un mondo di atleti, allenatori, accompagnatori e dirigenti totalmente separato rispetto al resto del mondo. Assai difficile da portare a termine. Volendo escludere anche l’ipotesi opposta, cioè il totale annullamento dell’evento sportivo, non resterebbe che ragionare sullo slittamento. Il contratto che lega il Cio (e di rimando anche l’Ipc) a Tokyo 2020 prevede la disputa degli eventi entro la fine dell’anno, il che può far propendere per un rinvio di qualche mese, con chiusura entro il 31 dicembre. Ma sul piatto potrebbe arrivare anche lo slittamento di 12 mesi, con Olimpiadi e Paralimpiadi spostate all'estate 2021. In linea puramente teorica, considerato il mese che separa i due eventi, potrebbe anche essere proposta una conferma delle Paralimpiadi, limitando lo slittamento alle sole Olimpiadi, ma - al di là delle questioni tecniche e giuridiche - pare difficile che una simile ipotesi trovi consensi.
 

Le valutazioni del Comitato paralimpico internazionale

Nel frattempo, nelle sue comunicazioni periodiche agli atleti, il Comitato paralimpico internazionale fa sapere che “continuano la pianificazione e i preparativi per Tokyo 2020”, e che nei giorni scorsi ha contattato tutte le federazioni internazionali e tutti i comitati paralimpici nazionali per valutare l’impatto delle cancellazioni degli eventi di qualificazione alle Paralimpiadi. Le Federazioni internazionali sono incoraggiate a “trovare ulteriori possibilità di classificazione”, e lo stesso Ipc “sta studiando una serie di opzioni da mettere in campo se le competizioni in tutto il mondo continuassero ad essere annullate e le restrizioni di viaggio rimanessero in vigore”. Non è un lavoro facile, perché l’elenco degli annullamenti è lunghissimo, e al momento comprende anche eventi programmati per fine maggio (come i Campionati europei di scherma in carrozzina IWAS previsti ad Hatfield, Gran Bretagna, dal 26 al 31 maggio). Pur di salvare i Giochi insomma - e riuscire a tenerli in sicurezza avrebbe un indubbio significato di rinascita dopo l'emergenza - all’Ipc e al Cio sono pronti a fare i salti mortali. 
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