6 agosto 2019 ore: 11:26
Immigrazione

Migranti, Onu e Ue denunciano la politica dell'Ungheria

L’Ue ha denunciato il paese alla Corte di Giustizia a causa della legge conosciuta come “Stop-Soros”, mentre l'Onu ha chiesto ufficialmente all’esecutivo di Viktor Orbán di adottare un approccio basato sui diritti umani 
Foto: European People’s Party Viktor Orbán

Unione europea e Nazioni Unite prendono posizione in maniera forte contro le politiche sull’immigrazione dell’Ungheria del primo ministro Viktor Orbán. L’Ue ha denunciato il paese alla Corte di Giustizia a causa della legge conosciuta come “Stop-Soros”, considerata una norma che “criminalizza le attività a sostegno dei richiedenti asilo”. Dal canto suo, Felipe González Morales, relatore speciale Onu sui diritti dei migranti, ha visitato il paese e ha chiesto ufficialmente all’esecutivo di “rivedere la sua normativa orientata alla sicurezza nella governance della migrazione e ad adottare un approccio basato sui diritti umani. Le preoccupazioni per la sicurezza non possono giustificare le violazioni dei diritti umani”.

La norma incriminata. La legge così criticata a livello internazionale risale al giugno dell’anno scorso ed era stata spinta da Fidesz, il partito conservatore di Orbán. Il testo criminalizza l’immigrazione clandestina e prevede il carcere per chi la favorisce. Per esempio, rischia un anno di prigione “chi fornisce aiuti finanziari o di altro tipo per un ingresso e per la permanenza illegale nel paese” e le ong sono definite “un rischio per la sicurezza nazionale”. Oltre a questo, sono condannate attività di produzione di fogli informativi utili per i richiedenti asilo, l’offerta di cibo o consigli legali nei loro confronti.

La denuncia. Il recente ricorso alla Corte di Giustizia e l’avvio di un’altra procedura d’infrazione dalla parte della Commissione Ue per il rifiuto di dare cibo al confine con la Serbia sono decisioni che suonano come un allarme. “La decisione afferma che la campagna di intimidazione delle autorità ungheresi contro coloro che contestano le loro leggi e politiche xenofobe non sarà tollerata. Invia inoltre un messaggio inequivocabile a tutti gli Stati membri: le leggi che, come la Stop-Soros, violano palesemente i diritti umani, saranno contestate a tutti i livelli”, dice
Eve Geddie, direttrice dell'Ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee.

Le accuse Onu. Per González Morales “i migranti sono descritti come pericolosi nemici sia nei discorsi pubblici che ufficiali in questo paese, ma quello che ho visto durante la mia visita è stato un gruppo di uomini, donne, ragazzi e ragazze disperati, traumatizzati e indifesi, confinati dietro la recinzione di filo spinato nelle zone di transito”. Il relatore Onu si riferisce in particolare a
Röszke e Tompa, che quattro anni fa erano diventate zone di transito al confine Ungheria-Serbia. Ed è solo lì che, dal 2017, chi entra in Ungheria in modo irregolare può fare richiesta d’asilo. Una decisione presa in base a una “situazione di crisi dovuta all’immigrazione di massa”.

Crisi perenne. Questa “situazione di crisi” è stata dichiarata nel paese per la prima volta nel 2015 in due contee di confine e, da allora, l’area si è estesa, fino ad essere stata dichiarata a livello nazionale, tanto da essere poi stata estesa di sei mesi in sei mesi fino a oggi (la prossima valutazione è prevista il 7 settembre). “In vista della sua prossima scadenza – ha detto il relatore Onu – raccomando caldamente all'Ungheria di rivalutare la sua realtà attuale in materia di migrazione e porre fine immediatamente alla cosiddetta situazione di crisi”.

L’articolo integrale di Felicia BuonomoUngheria e migranti: Onu e Ue contro la politica di Orbanpuò essere letto su Osservatorio Diritti. 

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