9 febbraio 2017 ore: 14:17
Welfare

Welfare, Cisl: “Serve una svolta, basta tagliare le risorse"

Rapporto Cisl. Il segretario Bernava: “Nell’ultimo anno le intese siglate con i comuni hanno riguardato soprattutto famiglie, anziani, servizi all’infanzia e per l’occupazione. Investire nel welfare non vuol dire aumentare i costi ma favorire la crescita"
Mani che si sovrappongono - SITO NUOVO

ROMA – “Nonostante la crisi economica, abbiamo siglato 5000 accordi sindacali in 5 anni”. Lo ha detto il segretario confederale della Cisl Maurizio Bernava durante la presentazione del report “Osservatorio Sociale della Contrattazione Territoriale 2016”. “Abbiamo una rete di oltre mille contrattualisti sociali. Siamo vicini ai lavoratori in difficoltà, alle persone a rischio di esclusione o non autosufficienti e alle famiglie che vivono in un contesto spesso segnato da isolamento e frammentarietà di risposte”.

Nell’ultimo anno le intese siglate con i Comuni hanno riguardato soprattutto famiglie, anziani, servizi all’infanzia e per l’occupazione. Ci auguriamo che ci sia presto una svolta: basta tagliare le risorse. Vogliamo una riforma vera del welfare che parta dai bisogni del Paese. La sfida che abbiamo lanciato non è facile. Investire nel welfare non vuol dire aumentare i costi ma favorire la crescita. L’appello che rivolgiamo ai comuni e all’Anci è quello di iniziare di aumentare i servizi per favorire l’inclusione sociale e contrastare la lotta alla povertà”.

Il report è stato realizzato in collaborazione con il Centro Wwell dell’Università Cattolica di Milano. Come ha spiegato Egidio Riva del Centro Wwell, “il nostro obiettivo era quello di arrivare a capire i meccanismi che sono alla base della contrattazione. Le intese non sono uniformi nel Paese e hanno una forte connotazione locale”. Nel 2015 sono stati siglati 1600 accordi e di questi il 20 per cento sono ancora in vigore.  “Ogni regione contratta in maniera differente in base ai propri bisogni. I Comuni interessati sono stati oltre 1000”. Dal rapporto emerge che è più consolidata la contrattazione sociale dove è maggiore la propensione ad investire nel sociale delle amministrazioni locali.

Come ha affermato il segretario Bernava, “servono scelte coraggiose che intervengano sia sul ridisegno del sistema pubblico dei servizi di natura sociale, sia sul ruolo e la partecipazione di un terzo settore qualificato. La non autosufficienza non ha in Italia ancora culturalmente l’attenzione che merita. Si riesce a concludere un accordo su questo tema in poco meno di un caso su dieci (9,6%), in diminuzione tra il 2014 e il 2015”. (Gabriella Lanza)

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