15 dicembre 2019 ore: 10:00
Disabilità

"WellDone Cils Social Food", quando l’hamburger promuove l’inclusione

di Lorenzo Balbo
Un ristorante dove persone con e senza disabilità lavorano fianco a fianco: è il progetto della cooperativa cesenate Cils e del gruppo di ristorazione bolognese WellDone. Lorenzo Zanarini (direttore di Cils): “Presto i nostri clienti non percepiranno più differenze tra i nostri dipendenti”
Logo welldone

CESENA - “Proporre un nuovo modo di fare ristorazione – inclusivo, accogliente, creativo e rispettoso della salute delle persone e dell’ambiente – grazie al quale persone con e senza disabilità possano lavorare fianco a fianco, ognuno con le proprie capacità”: è questo l’obiettivo di WellDone Cils Social Food, progetto nato dall’incontro tra la cooperativa cesenate Cils, da 45 anni impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità, e il gruppo di ristorazione bolognese WellDone. “Vogliamo arrivare a un livello di integrazione tale per cui i clienti non percepiranno più differenze tra i nostri dipendenti”, spiega Lorenzo Zanarini, direttore di Cils. 

Il progetto partirà con l’inserimento di 6 persone con disabilità - già dipendenti Cils, ma impiegate in altri settori della cooperativa –, alcune delle quali con piccole esperienze nell’ambito della ristorazione. La speranza, però, è quella di ampliare questi inserimenti lavorativi, anche tramite tirocini e stages in collaborazione con enti di formazione e servizi territoriali competenti. I ragazzi lavoreranno in prevalenza nel ruolo di aiuto sala o in cucina, ma alcuni di loro si occuperanno di accoglienza e animazione. Saranno affiancati da dipendenti del punto vendita competenti nel settore. In autunno hanno già partecipato a una formazione specifica riguardante il tema della disabilità nelle sue diverse dimensioni: identità personale, diritto di cittadinanza, ambito familiare, inclusione sociale, inserimento al lavoro, comunicazione e relazione, strategie di intervento. “Le idee non mancano – spiega Cils –: stiamo programmando corsi di cucina, dimostrazioni di show cooking e merende per i più piccoli”. 

“Volevamo creare un locale che andasse oltre il canonico concetto di ristorante e che diventasse un luogo di associazione in cui mangiare bene, data la grande attenzione che i nostri partner da sempre ripongono nella ricerca di materie prime di qualità, non derivanti da allevamenti intensivi o attività agricole che generino inquinamento e sprechi – racconta Zanarini –. L’idea è nata casualmente due anni fa, per ragioni di conoscenza personale. Il trait d’union che ha reso possibile l’incontro è lo chef Cristofaro Basili, a lungo dipendente di WellDone, il cui fratello è dipendente della nostra cooperativa: da tempo voleva realizzare un progetto che coinvolgesse lui e altri ragazzi con disabilità”.  

La location non è stata scelta casualmente: “Piazza della Libertà è recentemente stata al centro di molte polemiche: l’amministrazione ha investito parecchio per ammodernarla, i lavori sono durati tanto e, per questo, molti esercizi commerciali hanno preferito chiudere. Noi abbiamo creduto in questa scommessa del comune, investendo per convertire l’ex sede della Feltrinelli – 800 metri quadri distribuiti su due piani – in un ristorante”, conclude Zanarini.

© Copyright Redattore Sociale