19 novembre 2019 ore: 11:18
Giustizia

World Toilet Day, in India solo il 36% delle case rurali dotato di wc

Voluta dall’Onu per aumentare l’attenzione verso la mancanza di servizi igienici nei paesi in via di sviluppo: 673 milioni persone defecano all’aperto. Pesanti ricadute sulla salute: problema associato ad alti tassi di mortalità di bambini sotto i 5 anni
Foto di Christine Werner 2005 (via Flickr) world toilet day
Si celebra oggi, come ogni 19 novembre, il World Toilet Day, la Giornata mondiale del gabinetto. Dal nome curioso, in realtà è una ricorrenza più seria di quanto sembri: è stata voluta dall’Onu per aumentare l’attenzione verso la mancanza di servizi igienici nei paesi in via di sviluppo.

I dati
. Secondo le informazioni raccolte dalle Nazioni Unite, ci sono 673 milioni di persone che praticano la “defecazione all’aperto” e quasi tutte si trovano in appena sette paesi in Africa e Sudest asiatico. Un dato in miglioramento, visto che 19 anni fa si era toccata quota 1,3 miliardi. Ma ancora preoccupante: dove è presente, questo problema è associato ad alti tassi di mortalità di bambini sotto i 5 anni d’età, denutrizione e malattie gravi, come la diarrea infantile.

Il paese dei record
. Il più alto numero di persone che defecano fuori da un bagno si registra in India. Stando ai dati raccolti nel 2011, data dell’ultimo censimento, appena il 36% delle case rurali in tutto il paese era dotato di Wc. Nel 2015, le stime parlano di circa 524 milioni di cittadini senza accesso ai servizi igienici. Stando a un’indagine dello scorso febbraio, però, in tutta l’India le persone senza un bagno erano “solo” il 10% e per il ministro del “Water and Sanitation” il programma di contrasto lanciato dal governo nel 2014 è stato un successo, tanto da aver già raggiunto l’obiettivo di azzerare la pratica grazie alla costruzione di 110 milioni di bagni nel paese. Discrepanze di dati che si spiegano anche in questo modo: un maggior numero di gabinetti, nel subcontinente indiano, non significa automaticamente che le persone ne facciano uso.

Lo studio
. Secondo una ricerca del Research Institute for Compassionate Economics che ha considerato quattro Stati dell’India settentrionale, infatti, da quando il programma governativo contro la “open defecation” è partito, la pratica è calata del 26% e l’accesso ai sanitari da parte dei cittadini è schizzato dal 37% del 2014 al 71% del 2018. Allo stesso tempo, però, lo stesso studio fa notare come il 23% di chi ha un bagno continua a defecare all’aperto. Un comportamento che, secondo alcuni studiosi, è legato anche al fatto che, mentre l’esecutivo si è occupato solo dei servizi igienici, non sono state costruite le infrastrutture a supporto, né sono state mantenute le fognature come sarebbe stato necessario.

Le ragioni
. Oltre a un sistema fognario insufficiente, ci sono altri motivi che rendono difficile il superamento di questa situazione. Da una parte, c’è la costante crescita della popolazione. Dall’altra, la povertà continua a essere un tratto caratteristico del paese. E a questi dati si somma la convinzione, diffusa perlopiù nelle campagne, che defecare all’aperto sia più igienico che non in casa.

 

L’articolo integrale di Maria Tavernini, World toilet day: in India la salute si gioca (anche) sui servizi igienici, può essere letto su Osservatorio Diritti. Foto di Christine Werner 2005 (via Flickr)

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