30 maggio 2019 ore: 12:50
Economia

Povertà in Italia: tutti i numeri

La povertà assoluta in Italia frena: dopo una crescita inarrestabile, nel 2018 i dati sono in linea con quelli dell'anno precedente. Tuttavia, rispetto al 2005, sono ancora dati record. Nella scheda l'analisi dei dati Istat e i grafici per comprendere meglio l'evoluzione della povertà nel nostro Paese 

La povertà in Italia è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni, soprattutto dopo la crisi economica e finanziaria del 2007. Tuttavia, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, nel 2018 la galoppante crescita della povertà assoluta ha fatto registrare una battuta d'arresto. Secondo l’Istituto nazionale di statistica in Italia ci sono 1 milione e 822 mila famiglie e 5 milioni e 40 mila individui in condizione di povertà assoluta. Dati che ancora da record rispetto a quelli del 2005, anno in cui l’Istat ha iniziato a monitorare la povertà assoluta in Italia. Nel 2005, infatti, si contavano circa 1,9 milioni di individui in povertà. Nel 2006 il dato più basso della serie: 1,66 milioni di poveri assoluti. Poi il costante aumento, fino allo stallo registrato tra il 2017 e il 2018.

Grafico povertà assoluta in Italia

Per meglio comprendere la portata dei dati è utile parlare di incidenza della povertà assoluta sia tra le famiglie italiane che tra i singoli individui. L’incidenza è rapporto tra il numero di famiglie con spesa media mensile per consumi pari o al di sotto della soglia di povertà e il totale delle famiglie residenti. Anche l’incidenza della povertà assoluta nella popolazione mette in evidenza un costante incremento della quota di popolazione povera, dal 2007 ad oggi l’incidenza della povertà assoluta tra gli individui è più che raddoppiata passando da un 3,1% di persone povere assolute nella popolazione ad un 8,4%, costante tra il 2017 e il 2018. L’incidenza della povertà assoluta per le famiglie è del 7% nel 2018. Nel 2018, inoltre, si stima siano 3 milioni 50 mila le famiglie in condizione di povertà relativa (con un’incidenza pari a 11,8% tra tutte le famiglie residenti), per un totale di 8 milioni 987 mila individui (15% dell’intera popolazione). Povertà relativa che nel 2018 diminuisce: nel 2017, infatti, erano 9 milioni e 368 mila le persone in povertà relativa.


Grafico Incidenza povertà assoluta in Italia

È il Sud Italia a presentare la situazione più grave, ma nel 2018 è accaduto qualcosa. Secondo l’Istat, infatti, l’incidenza della povertà assoluta nel Mezzogiorno è diminuita tra le famiglie, passando dal 10,3% per il 2017 al 10%. Una famiglia su dieci, al Sud Italia, versa in condizioni economiche critiche. Tuttavia, mentre il dato nazionale fa segnare uno stallo (l'incidenza della povertà tra le famiglie è passata dal 6,9 al 7% tra il 2017 e il 2018), al Nord l'incidenza della povertà aumenta, passando dal 5,4% del 2017 al 5,8% del 2018 e facendo segnare il record di incidenza della povertà assoluta nella regione. 


Grafico Incidenza povertà assoluta famigliare in Italia

Secondo gli ultimi dati Istat, l'incidenza della povertà assoluta tra le donne è aumentata passando dall’8% del 2017 all'8,3%. Un lieve incremento rispetto al 2017 si registra anche tra i minorenni in povertà assoluta, che nel 2018 sono 1 milione 260 mila, ovvero il 12,6%. I bambini in povertà assoluta, quindi sono più di uno su dieci, mentre aumenta la distanza da quel 10% di incidenza registrato nel 2014. L’incidenza della povertà assoluta tra i minorenni, tuttavia, varia da un minimo del 10,1% nel Centro fino a un massimo del 15,7% nel Mezzogiorno. Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 725mila, con un’incidenza dell’11,3% (oltre quattro punti più alta del 7,0% medio nazionale). Secondo l’Istat, però, tra le famiglie con minori si rileva anche un’intensità della povertà più alta (20,8% rispetto al 19,4% del dato nazionale). Le famiglie con minori, quindi, sono più spesso povere, e se povere, lo sono più delle altre


Grafico Minori in povertà assoluta in Italia
 

In calo, rispetto al 2017, il dato della povertà assoluta tra gli stranieri residenti in Italia. Nel 2018 sono 1 milione e 523 mila, con una incidenza pari al 30,3% (mentre tra i soli italiani è del 6,4%). Nel 2017 erano oltre 1 milione e 600 mila. Tuttavia, secondo gli ultimi dati Istat relativi al 2018, l’incidenza più elevata si registra nel Mezzogiorno, con quote di famiglie con stranieri in povertà circa quattro volte superiori a quelle delle famiglie di soli italiani (rispettivamente 32,3% e 8,9%). Le famiglie in povertà con stranieri dove sono presenti minori, inoltre, presentano valori pari al 29,8% e quelle di soli stranieri il 31,0%, un dato quattro volte superiore a quello delle famiglie di soli italiani con minori (7,7%). 

Grafico povertà assoluta tra italiani e stranieri in Italia

I più poveri tra i poveri sono le
persone senza dimora. Le ultime stime risalgono al 2014, grazie alla seconda indagine sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema, frutto di una convenzione tra Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) e Caritas Italiana. Secondo lo studio, sono 50 mila 724 le persone senza dimora che, nei mesi di novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l’indagine. Ovvero il 2,43 per mille della popolazione iscritta presso i comuni considerati dall’indagine. Un valore in aumento rispetto a tre anni prima, quando era il 2,31 per mille (47 mila 648 persone). Stabile rispetto al 2011 la presenza di persone senza dimora nelle regioni del Nord-ovest (38 per cento), del Centro (23,7 per cento) e delle Isole (9,2 per cento). In diminuzione nel Nord-est (dal 19,7 al 18 per cento), contro l’aumento nel Sud (dall’8,7 all’11,1 per cento). Si tratta per lo più di uomini (85,7 per cento), stranieri (58,2), con meno di 54 anni (75,8).





Parole chiave


Povertà assoluta. 

Sono classificate come assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia di povertà assoluta (che si differenzia per dimensione e composizione per età della famiglia, per ripartizione geografica e per tipo di comune di residenza). (Rapporto Povertà Istat - Anno 2018)


Povertà relativa. Sono considerate povere relative le famiglie che hanno una spesa per consumi al di sotto di una soglia di povertà relativa convenzionale (linea di povertà). Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore sono classificate come povere. Per famiglie di ampiezza diversa il valore della linea si ottiene applicando un’opportuna scala di equivalenza, che tiene conto delle economie di scala realizzabili all’aumentare del numero di componenti. (Rapporto Povertà Istat - Anno 2018)






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