31 maggio 2019 ore: 15:54
Giustizia

Pianeta carcere: tutti i numeri

La popolazione carceraria in Italia torna a crescere. Gli ultimi dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del 31 agosto 2019 parlano di 60.741 detenuti presenti nei penitenziari, contro una capienza regolamentare degli istituti ferma a 50.469. Sono 20.351 gli stranieri ristretti, mentre le donne detenute sono 2.666

Per poter fare un confronto con gli anni precedenti, questa scheda prenderà come riferimento la data del 31 dicembre di ciascun anno. A partire dalle presenze in carcere: a fine 2018, il numero complessivo dei detenuti presenti negli istituti di pena italiani era di 59.655 a fronte di una capienza regolamentare dei penitenziari di 50.581. Sebbene siamo ancora lontano dagli oltre 67 mila detenuti ristretti al 31 dicembre 2010, dal 2016 in poi i dati raccolti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria registrano un’inversione di tendenza che non si è ancora conclusa. Dall’apice raggiunto nel 2010 fino al 2015, infatti, il numero di detenuti complessivo è diminuito costantemente (raggiungendo una presenza di poco più di 52 mila detenuti). Dal 2016 in poi, invece, c’è stata una ripresa della crescita confermata di anno in anno. Anche la capienza regolamentare degli istituti, intanto, è cresciuta negli ultimi dieci anni. Ad oggi siamo a quasi 7 mila posti in più. Nel 2008, infatti, c’erano poco più di 43 mila posti. 

Grafico popolazione detenuta contro capienza istituti di pena


Il dato assoluto che riguarda la popolazione detenuta straniera segue l’andamento di quello della popolazione in generale. Al 31 dicembre 2018, erano presenti nelle carceri italiane 20.255 persone di nazionalità diverse rispetto a quella italiana. Nel 2010, gli stranieri presenti erano quasi 25 mila, mentre nei primi anni 90 il dato oscillava dai 5 ai 10 mila detenuti. Il dato più interessante, tuttavia, riguarda la percentuale di popolazione straniera presente in carcere rispetto al totale dei detenuti. Il dato del 2018 (ovvero il 33,95 per cento di stranieri sul totale dei detenuti) è simile a quello registrato nei primi anni 2000. Negli ultimi 10 anni, invece, la percentuale di stranieri in carcere rispetto al totale è diminuita costantemente: si è passati da oltre il 37 per cento alle percentuali odierne. Le donne in carcere, invece, sono 2.576 al 31 dicembre 2018. Nel caso delle detenute, il dato non ha mai conosciuto degli scossoni. Il picco nel 2010 con 3 mila detenute presenti, ma la percentuale di donne rispetto alla popolazione carceraria complessiva non è mai stata superiore al 4 per cento.

Popolazione detenuta in Italia


Un caso a parte sono invece le madri detenute. Sono 47, al 31 dicembre 2018, quelle presenti negli istituti di pena. Sono 17, invece, gli istituti a custodia attenuata per detenute madri (Icam). Il numero di madri detenute varia molto di anno in anno, ma dai primi anni 2000 ad oggi ha subito un calo generalizzando passando dalle 70 presenze del 2000 e 2009, ad una media di 42 presenze degli ultimi otto anni. Il numero di minori di 3 anni presenti in istituto, inoltre, segue l’andamento delle madri detenute. Al 31 dicembre 2018 sono 52 i minori di tre anni in istituto. L’anno precedente, nel 2017, erano 56, ma nel 2016 erano 37 (per 34 madri detenute).

Detenute madri e asili nido e Icam


Tra i reati che producono carcere, tornano a crescere quelli che riguardano la violazione delle leggi sugli stupefacenti. Al 31 dicembre 2018, sono 21.080 i detenuti per aver violato la normativa sulle droghe, mentre nel 2015 erano 17.676. Al 31 dicembre 2017, inoltre, i detenuti tossicodipendenti erano 14.706, circa il 25 per cento della popolazione penitenziaria di allora. Andando più a fondo, però, si scopre che nel 2017, ad esempio, su 19.793 detenuti per droga, sono 13,8 mila quelli ristretti a causa della violazione del solo art. 73 del Testo unico (quindi la produzione o il traffico o la detenzione di sostanze), mentre sono quasi 5 mila quelli detenuti per l'art. 74 (associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope). Solo 976, inoltre, i detenuti esclusivamente per l'art. 74. In costante crescita, infine, i detenuti per il 416 bis del codice penale, ovvero associazione di tipo mafioso. A fine 2018 si contavano 7.311, contro i 5.257 di dieci anni prima.

Detenuti per 416bis e violazione norme sulle droghe


Di carcere si può morire
. Lo confermano i dati dei suicidi negli istituti di pena italiani. Al 31 dicembre 2018 sono 61 i detenuti che si sono tolti la vita in carcere secondo il Dap (anche se, secondo Ristretti Orizzonti, nel 2018 ci sarebbero stati 67 suicidi). Si tratta del dato più alto dal 2002 ad oggi, anche se non rappresenta quello più alto in assoluto. Nel 2001, infatti, ci sono stati ben 69 suicidi negli istituti di pena italiani e nel 1993 si registrarono ancora una volta 61 suicidi. Tuttavia, negli ultimi anni, ovvero dal 2013 al 2017, il dato annuale dei suicidi si era attestato sotto la media, per poi risalire drammaticamente dal 2017 in poi. Anche i decessi per cause naturali, inoltre, seguono un andamento altalenante negli anni, in base all’espansione o alla riduzione della popolazione detenuta. Nel 2018 sono 100 i detenuti morti per cause naturali. Il dato più alto è del 2005, quando si registrarono 115 decessi.

Suicidi in carcere


Dal 2009 al 2017 cresce in maniera costante la presenza dei volontari in carcere. Nel 2017 sono 16,8 mila i volontari impegnati in diverse attività. Nel 2009 erano circa 8,5 mila. Nel 2018, invece, il dato è pressoché stabile rispetto all’anno precedente. Secondo i dati del Dap, quindi, ci sarebbe un volontario ogni 3,5 detenuti, ma i dati raccolti dall’Osservatorio di Antigone nel corso delle visite agli istituti di pena italiani mostrano un impegno maggiore da parte del volontariato. Secondo Antigone, negli istituti visitati il rapporto detenuti/volontari è pari a 7, ovvero un volontario ogni 7 detenuti.

Volontariato in carcere



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