5 ottobre 2018 ore: 15:13
Immigrazione

Decreto sicurezza, Unhcr: “Meno tutele per rifugiati, va modificato”

L’Alto Commissariato esprime preoccupazione per le norme sulla detenzione, sull’espulsione e sulle procedure d’asilo. E auspica che in sede di conversione, Governo e Parlamento apportino modifiche, in linea con la Convenzione di Ginevra e la normativa sui diritti umani
Barca di migranti nel mediterraneo

ROMA - Il decreto immigrazione e sicurezza, firmato ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contiene norme che appaiono in contrasto con la legge per i richiedenti asilo e rifugiati, “rischiando di indebolire il livello generale di tutela con particolare riferimento alle persone vulnerabili e con esigenze specifiche”.  Lo scrive l’Unhcr nelle osservazioni sul provvedimento.

L’Alto Commissariato Onu per i rifugiati riconosce la volontà del Governo Italiano di intervenire per rafforzare l’efficienza e l’integrità del sistema di asilo, in particolare delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale. Al contempo, però, “ esprime preoccupazione per alcune norme del Decreto Legge che appaiono in potenziale contrasto con la normativa internazionale sui rifugiati e sui diritti umani”. “L’Italia tradizionalmente ha riservato un ruolo centrale al rispetto dei diritti umani e alla Convenzione di Ginevra, riconoscendo il fondamentale obbligo morale e legale di venire in aiuto alle persone in fuga dalla guerra, dalla violenza e dalle persecuzioni, in uno spirito di solidarietà e umanità - si legge nella nota -. L’Unhcr sottolinea in particolare come l’inclusione delle norme di riforma del sistema d’asilo nell’ambito di un provvedimento che prevede interventi sulla sicurezza rischia di favorire una percezione errata dell’asilo quale questione di ordine pubblico anziché di protezione e integrazione”.

L’Unhcr ricorda che spesso, in assenza di adeguati canali legali e sicuri per la protezione internazionale, i richiedenti asilo si trovano nella condizione di non avere altra scelta che entrare in un Paese in modo irregolare. “L’Italia è attualmente in una fase di drastica riduzione di arrivi e richieste d’asilo. Ad oggi sono arrivate via mare dall’inizio dell’anno 21.000 persone rispetto alle oltre 106.000 nello stesso periodo del 2017. Le domande d’asilo si attestano intorno alle 41.000 rispetto alle 105.000 registrate nello stesso periodo dello scorso anno. Ciò offre l’opportunità per una riflessione profonda improntata al miglioramento e al consolidamento dello spazio di accoglienza e d’asilo. A tal proposito in seguito ad una prima analisi del Decreto Legge, l’UNHCR esprime preoccupazione per un possibile abbassamento delle garanzie per i richiedenti asilo”.

Nel mirino ci sono, in particolare, le norme sulla detenzione, sull’espulsione e sulle procedure d’asilo. “Le nuove norme sulla detenzione potrebbero creare situazioni di incertezza nell’applicazione, anche per quanto riguarda i termini, i luoghi di trattenimento e l’accesso all’assistenza e all’informazione legale. Alcune norme sulle procedure d’asilo, ed in particolare l’art. 10, devono, in sede di conversione in legge, essere vagliate alla luce del diritto di ciascun individuo a ricorrere in sede giurisdizionale contro un provvedimento giudiziario - spiega Unhcr -. Apprezziamo lo sforzo del Governo di definire più efficacemente la protezione umanitaria, tuttavia, il Decreto Legge non disciplina quei casi, contemplati da obblighi internazionali e regionali, in cui una persona non può comunque essere rimpatriata poiché rischierebbe trattamenti disumani e degradanti”. Per questi motivi l’Alto Commissariato auspica che possa essere mantenuta una flessibilità nel valutare l’applicazione di forme complementari di protezione per “ragioni compassionevoli e umanitarie, in particolare per le persone più vulnerabili”.

Infine, riguardo alle misure di accoglienza, benché la normativa internazionale ed europea non dia indicazioni sul modello da adottare per i richiedenti asilo, l’Unchr ritiene che “tornare ad un sistema in cui i richiedenti vengono accolti nei centri di prima accoglienza, spesso sovradimensionati e relegati in luoghi isolati richiede un effettivo potenziamento degli standard”. Si continua inoltre a raccomandare il rafforzamento della rete Sprar, in ragione dei suoi più elevati standard e della maggiore efficacia dimostrata nei processi di integrazione con le comunità locali. “Il processo di inclusione sociale dovrebbe essere infatti elemento portante di una strategia di integrazione che vada a vantaggio sia dei rifugiati che delle comunità ospitanti”. Nell’ambito del percorso parlamentare di conversione, l’Unhcr ha intenzione di condividere con le Autorità competenti osservazioni e raccomandazioni in merito alle norme sull’asilo contenute nel decreto legge. E auspica che in sede di conversione del Decreto, Governo e Parlamento apportino le necessarie modifiche al testo, in linea con la Convenzione di Ginevra e la normativa sui diritti umani.

 

© Copyright Redattore Sociale