8 giugno 2018 ore: 10:07
Giustizia

Il nuovo volto del carcere di Ascoli Piceno dopo il trasferimento dei 41 bis

Nella ex sezione di massima sicurezza di Marino del Tronto capienza raddoppiata e varietà dei circuiti con conseguente differenziazione dei regimi per tutto l’istituto. La direttrice, Lucia Di Feliciantonio: “Abbiamo tutti bisogno di rieducarci al rispetto delle leggi e dei valori della nostra Costituzione”
Carcere Marino del Tronto, celle

ASCOLI PICENO - Era una delle prime regole da imparare, all’ingresso in carcere: le finestre del lungo corridoio che dal cortile interno porta alla palestra, alla cappella e alle stanze dei corsi non potevano essere aperte per nessun motivo. Perché al di là di quei vetri protetti dalle sbarre c’era la sezione dei 41 bis, con le loro, di finestre, a dare proprio sul lungo passaggio spesso abitato da uomini rinchiusi e personale in divisa. Una quarantina i super detenuti che per anni hanno occupato le celle singole della sezione di massima sicurezza del Marino, senza alcun contatto con l’esterno se non quello con i familiari ammessi a visita e con l’avvocato.
Nemmeno nel corridoio li potevi incrociare, e quando qualcuno di loro doveva raggiungere la sala colloqui, chi si trovava sul percorso era invitato a chiudersi nella prima stanza libera a disposizione, ‘liberando’ il passaggio, e la loro vista, in una operazione tecnica definita di “bonifica”.

Il Marino e le sue regole, che ora, con il trasferimento di tutti i calibri da 90 e lo smantellamento della sezione di massima sicurezza, si prepara ad affrontare un nuovo ciclo e altri obiettivi. Nel mese di aprile i 44 detenuti ristretti con il 41 bis sono stati trasferiti in altri istituti e la sezione che aveva ospitato boss e gregari delle organizzazioni mafiose ora è destinata ad accogliere altri reclusi. Chi andrà ad occupare quelle celle e come cambia l’organizzazione dell’istituto?
La direttrice del carcere di Ascoli, Lucia Di Feliciantonio, racconta il nuovo corso tra formazione, progetti e nuovi circuiti detentivi.

Direttore, chi andrà ad occupare le stanze dei 41 bis?
Con il trasferimento dei detenuti in regime di 41 bis sono stati avviati i lavori di ristrutturazione della sezione detentiva che, al termine delle opere, ospiterà 88 detenuti del circuito Alta Sicurezza.

Non più celle singole e un aumento del numero dei detenuti. Come si traduce questo, nella gestione quotidiana dell’istituto?
Ci sarà un aumento di capienza e una notevole varietà di circuiti detentivi: Alta Sicurezza, Media Sicurezza, Protetti, Articolazione di salute mentale, Osservazione psichiatrica e Semiliberi-articolo21 (detenuti che escono dal carcere al mattino per lavorare e vi fanno ritorno la sera ndr). La capienza sarà raddoppiata ma, più che il dato numerico, ciò che incide è la varietà dei circuiti con conseguente differenziazione dei regimi, ove le esigenze di sicurezza e le istanze trattamentali sono diversamente armonizzate. Una sfida per la quale la Polizia Penitenziaria e il personale educativo saprà, come sempre, essere all’altezza.

Cosa cambia nell’offerta trattamentale?
Nella Sezione di Alta Sicurezza l’offerta trattamentale sarà molto ampia: si dovrà riempire di contenuti il tempo detentivo, offrire strumenti di crescita culturale e di consapevolezza che rendano possibile una riflessione critica sul passato deviante e scelte più costruttive per il futuro reinserimento a fine pena.

Qual è oggi il calendario delle attività per i detenuti del Marino?
L’anno scolastico si avvia alla conclusione con gli esami di terza media, alfabetizzazione italiana e biennio superiore. Durante l’estate resta attivo il laboratorio teatrale della Compagnia dei Penitenti di Claudio Pizzingrilli, che sta affrontando l’immortale Antigone di Sofocle, ibridato come di consueto, che sarà rappresentato all’esterno in autunno e colgo l’occasione per invitare i lettori ad assistere: i nostri non sono solo spettacoli teatrali di eccellenza, ma vere e proprie esperienze esistenziali, profonde e autentiche. Sono attivi anche il centro di ascolto e il laboratorio di micro falegnameria della Caritas, il laboratorio di bricolage della Giovanni XXIII la cui bancarella di vendita ci sarà il 10 giugno, il laboratorio Radio Incredibile e il cineforum dell’associazione Blow Up.
Sabato 9 abbiamo la partita di calcio detenuti genitori contro single con i bambini pronti a tifare per i loro papà, promossa da Bambinisenzasbarre e organizzata da Panathlon a conclusione del corso di calcio e atletica tenuto da Antonella Natalini. Lo sport come strumento di integrazione e socializzazione ha una valenza ineguagliabile, specialmente se coinvolge i bambini, come numerosi altri nostri progetti quali il corso sulla genitorialità e l’Area Vede.

Quali sono i progetti più significativi?
Il progetto più innovativo riguarda la realizzazione di un orto, al fine di implementare le opportunità formative e lavorative, in collaborazione con la Regione Marche e l’Assam e ringrazio la Vice Presidente delle Marche, Anna Casini, e il dottor Ugo Testa  la cui sensibilità e disponibilità sono stati determinanti. Di grande valenza culturale sono poi gli appuntamenti con gli scrittori organizzati dal Garante regionale, Andrea Nobili: difficile descrivere il travolgente incontro della scorsa settimana con Franco Armino e la sua poesia dei paesi perduti dell’Appennino.

Quanti volontari entrano mensilmente nell’istituto?
I volontari sono tanti e molto attivi ed è grazie a loro che riusciamo a realizzare gran parte dell’offerta trattamentale.

Avete rapporti con le scuole? Gli studenti partecipano in qualche modo ai progetti che si svolgono internamente?
Studenti e docenti visitano l’istituto regolarmente, incontrando operatori e detenuti nell’ambito di progetti di educazione alla legalità. Durante l’anno scolastico che volge al termine abbiamo avuto circa 20 classi in visita e la valenza formativa è notevole. Inoltre si è appena concluso il corso di scrittura creativa autobiografica svolto in carcere congiuntamente in otto incontri con detenuti e studenti, condotto dagli insegnanti Corrado Santini e Piera Ruffini.

Quali sono i rapporti con l’esterno?
La rete con il territorio è molto forte. Penso agli Enti territoriali come Regione, Provincia, Comune. Al Magistrato di Sorveglianza e al Garante regionale spesso in visita in istituto, all’Asur, alle Associazioni, ai presidi culturali come la Libreria Rinascita che ci offre una collaborazione preziosa. I cittadini di Ascoli sanno che questo carcere è una ricchezza per la città in quanto presidio di legalità e una risorsa per i numerosi progetti, in particolare le giornate ecologiche, in un frangente storico in cui non solo i detenuti ma tutti noi abbiamo bisogno di rieducarci al rispetto delle leggi e dei valori della nostra Costituzione. (Teresa Valiani)

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