10 maggio 2018 ore: 09:51
Giustizia

Mancata riforma: l'Unione Camere Penali chiede l’intervento di Mattarella

L’Ucpi: “La normativa avrebbe il pregio di risollevare gli istituti di pena italiani da quella gravissima situazione di sostanziale illegalità che viene quotidianamente denunciata”. Polidoro: “Ogni giorno di ritardo rappresenta l’ingiustificato arresto di un percorso che avvicina l’Ordinamento Penitenziario alla Costituzione”
Giustizia, statua con bilancia

ROMA - La Giunta dell’Unione delle Camere Penali italiane lancia un nuovo appello per l’approvazione della riforma dell’Ordinamento penitenziario, ferma sull’ultimo metro da diverse settimane. E lo fa rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale chiede di “voler intervenire, ancora in tempo utile, affinché la riforma divenga al più presto Legge dello Stato”.

“Illustre Signor Presidente – si legge nell’appello -, Le scriviamo consapevoli della gravità del momento e della serietà della crisi politica attraversata in questi giorni dal nostro Paese, e della straordinarietà dell’impegno da Lei sostenuto. Siamo, tuttavia, anche certi che in una vera democrazia non vi possano essere questioni riguardanti la tutela dei diritti e dei valori fondamentali della nostra Costituzione che possano essere escluse, in virtù di tali contingenze, dal novero delle iniziative istituzionali degne di immediata attenzione”.

“D’altronde proprio Lei, Signor Presidente – proseguono le Camere Penali -, non molti giorni fa, ha ritenuto di dover autorevolmente ricordare lo stallo nel quale la riforma dell’Ordinamento penitenziario, già approvata dal Governo su delega del Parlamento, veniva sostanzialmente a trovarsi. L’avvocatura penale, come Lei sa, si è fatta promotrice di una serie di iniziative politiche e culturali volte a sollecitare le Commissioni parlamentari, i Capigruppo ed i Presidenti di Camera e Senato a porre in essere, nell’ambito delle rispettive competenze, quanto necessario alla promulgazione della legge”.

La Giunta ribadisce che “si tratta di una legge di riforma fondamentale che non solo risponde, dopo oltre 40 anni, ad una avvertita necessità di ammodernamento e di adeguamento della legislazione penitenziaria, ma che ha il compito di dare attuazione ai principi costituzionali dell’articolo 27 ed a quanto richiestoci dall’Europa, evitando altresì le pesanti sanzioni che seguirebbero ad un mancato adeguamento del nostro sistema carcerario”. I penalisti sottolineano che “si tratta di una normativa che avrebbe il pregio di risollevare gli istituti di pena italiani da quella gravissima situazione di sostanziale illegalità che viene quotidianamente denunciata e che è segnata dalla triste statistica, anche per l’anno in corso, di un suicidio alla settimana”.

“Auspichiamo – commenta a Redattore Sociale l’avvocato Riccardo Polidoro, responsabile dell’Osservatorio Carcere dell’Ucpi - che l’appello rivolto al Capo dello Stato trovi un sollecito riscontro e che il Presidente indichi al Governo ancora in carica la strada per la definitiva approvazione e promulgazione della legge. Ricordando alle Camere, agli attuali Ministri e a quelli che verranno che la riforma è chiesta dall’Europa e vi è una precisa delega del Parlamento per la sua attuazione. Ogni giorno di ritardo rappresenta l’ingiustificato arresto di un percorso che avvicina l’Ordinamento Penitenziario alla Costituzione”.

Prima gli Stati generali, poi le commissioni ministeriali, le Camere Penali evidenziano come al testo in questione si sia arrivati dopo un lungo e complesso lavoro di ricerca al quale hanno partecipato non solo i giuristi incaricati dal ministro, ma anche molti rappresentanti della società civile. “Alla stesura della legge – scrivono nell’appello a Mattarella - hanno contribuito con passione e competenza, non solo l’avvocatura penale, ma la stessa magistratura, l’accademia e gli operatori del settore, con un risultato che, sebbene ancora a tratti incompleto, costituisce una punta avanzata della legislazione in materia, strutturata in base alla sperimentata convinzione che un maggior numero di misure alternative, correttamente amministrata e gestita, costituisca, oltre che una opportunità di reinserimento per il condannato, un incentivo alla sicurezza di tutti i cittadini in virtù dell’abbattimento dei tassi di recidiva”.

“L’intera avvocatura istituzionale – prosegue il documento -, il Garante nazionale dei detenuti, l’accademia, la magistratura associata, e lo stesso organo di governo autonomo della magistratura da Lei presieduto, ancora un giorno fa attraverso le parole del Vice Presidente Giovanni Legnini, si sono reiteratamente espressi a favore di una sollecita definitiva approvazione e promulgazione della legge. Gli interventi del Ministro Orlando e del Presidente della Camera Roberto Fico, che hanno fatto seguito alla Sua sollecitazione, ci avevano fatto ben sperare in una soluzione oramai prossima, tenuto anche conto del fatto che le formalità imposte dalla Legge Delega risultavano oramai soddisfatte. E, tuttavia, preso atto del persistente silenzio da parte dei rappresentanti delle istituzioni chiamate in causa, non possiamo che ricorrere alla Sua autorevolezza chiedendoLe di voler intervenire, ancora in tempo utile, affinché la riforma dell’Ordinamento penitenziario divenga al più presto Legge dello Stato. Nella speranza di un Suo autorevole intervento Le inviamo deferenti saluti”.

Teresa Valiani

 

 

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