27 luglio 2018 ore: 17:21
Immigrazione

Migranti, "minori sfruttati a Torino e Roma negli autolavaggi"

Rapporto "Piccoli schiavi invisibili 2018": sono soprattutto egiziani. Vengono sfruttati nel lavoro in nero, lavorano 7 giorni su 7 per 12 ore al giorno per 2 o 3 euro all'ora
Hedinn Halldorsson per Save the Children Dossier piccoli schiavi - Foto di Hedinn Halldorsson per Save the Children 2
Foto di Hedinn Halldorsson per Save the Children
Dossier piccoli schiavi - Foto di Hedinn Halldorsson per Save the Children 2

ROMA -  I casi emersi di lavoro minorile nel nostro Paese nel 2017, riguardanti sia minori italiani che stranieri, ammontano a 220 e anche in questo caso ci troviamo di fronte alla punta di un iceberg di un fenomeno per lo piu' sommerso. In particolare, oltre il 70% delle violazioni riguarda il settore terziario in cui si producono o forniscono servizi, in particolare nei servizi di alloggio e ristorazione, nel settore del commercio all'ingrosso e al dettaglio, in agricoltura e in attivita' manifatturiere. Cosi' Save the Children nel rapporto 'Piccoli schiavi invisibili 2018', una fotografia aggiornata della tratta e dello sfruttamento dei minori.

Tra i minori stranieri vittime di sfruttamento lavorativo in Italia, la maggior parte sono ragazzi egiziani, sebbene il numero degli arrivi si sia progressivamente ridotto dal 2016. Si tratta di ragazzi che sentono l'incombenza di iniziare a lavorare per inviare i soldi a casa e ripagare il debito contratto per il viaggio. Per questo tendono ad abbandonare precocemente il sistema di accoglienza (al 31 maggio 2018 si registrano 421 minori egiziani irreperibili e sono particolarmente esposti al rischio dello sfruttamento lavorativo. Nella maggior parte dei casi, spiega Save the Children, i minori egiziani vengono sfruttati nel lavoro in nero a Torino e a Roma negli autolavaggi, dove lavorano 7 giorni su 7 per 12 ore al giorno per 2 o 3 euro all'ora, o nelle pizzerie, nelle kebabberie e nelle frutterie dove lavorano anche di notte per compensi che raramente superano i 300 euro mensili. In tali condizioni di sfruttamento, e' purtroppo facile, per loro, essere coinvolti forzatamente in attivita' illegali, come spaccio e furti, o assumere mix di cocaina, crack e farmaci a base di benzodiazepine per sostenere turni lavorativi massacranti.

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