5 ottobre 2018 ore: 17:04
Immigrazione

Migranti, Pricoco (Aimmf): minori "precari", il tema della cittadinanza non è rinviabile

In Italia vivono "5.026.000 immigrati, pari all'8,3% della popolazione, ed e' in crescita il numero dei minori nati qui o ricongiunti ai genitori". Molti di questi minori, pero', "sono 'precari', perche' si trovano qui dalla nascita...

BOLOGNA - In Italia vivono "5.026.000 immigrati, pari all'8,3% della popolazione, ed e' in crescita il numero dei minori nati qui o ricongiunti ai genitori". Molti di questi minori, pero', "sono 'precari', perche' si trovano qui dalla nascita, ma sono di fatto cittadini senza cittadinanza". Ecco perche' la presidente dell'Aimmf (Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia) e presidente del Tribunale dei minori di Catania, Maria Francesca Pricoco, afferma, parlando a Bologna al 37esimo convegno nazionale dell'associazione, di ritenere "non piu' procrastinabile il riconoscimento di un diritto di cittadinanza ai minori stranieri".

Nella scorsa legislatura, ricorda Pricoco, "c'e' stato un ampio dibattito sulla possibilita' di prevedere Ius soli o Ius culturae, o di rinviare la questione della cittadinanza a un'eta' piu' matura". Le soluzioni migliori, secondo il magistrato, sarebbero le prime due, in quanto "la mancanza del riconoscimento della cittadinanza mette in crisi la ricerca di identita' dei minori stranieri che vivono stabilmente qui", rischiando di creare "marginalizzazione e disagio". Dopo di che, precisa Pricoco, "una cosa e' la cittadinanza giuridica, un'altra la piena cittadinanza 'sociale'". In ogni caso, tira dritto, "tanto l'acquisizione della cittadinanza sociale che il riconoscimento della cittadinanza giuridica devono essere supportate da politiche di inclusione sociale, perche' crescere da stranieri in casa propria e' una sfida al buon senso e alla convivenza, e senza queste politiche non c'e' rispetto del principio di eguaglianza".

In questo quadro, prosegue la presidente dell'Aimmf, "va contestualizzato il tema dei minori soli, che per legge hanno gli stessi diritti dei minori italiani, a prescindere dal motivo della migrazione". La strada maestra, insiste, e' "quella delle politiche di inclusione, a cui deve accompagnarsi una migliore governance nazionale per garantire la loro accoglienza, come prevede la legge, perche' non e' uno scandalo se dei ragazzi arrivano qui per migliorare la loro vita".

Chiudendo il suo intervento, Pricoco afferma, senza mezzi termini, che in futuro "l'idea di identita' dovra' essere declinata al plurale, in nome del rispetto reciproco: non c'e' spazio per la semplificazione del popolo indiviso e incontaminato, ce lo dice la storia, e se ora c'e' un'emergenza, si tratta di un'emergenza culturale e di giustizia". (DIRE)

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