19 ottobre 2017 ore: 10:36
Società

Italia: 208 miliardi sottratti al fisco, 9 miliardi donati. Ma che popolo siamo?

Da qui a un decennio il divario tra risorse pubbliche e domanda dei servizi sociali crescerà fino a raggiungere i 70 miliardi: dove si troverà il denaro necessario? Si appellerà alla generosità privata oppure lo Stato sarà in grado di erogare gratuitamente i servizi? L'analisi di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco

Nei giorni scorsi sono apparse due statistiche contrastanti. Nel 2015 l’economia “non osservata”, cioè sottratta alla fiscalità, in Italia ammontava a 208 miliardi; nello stesso periodo altra fonte faceva sapere che gli italiani hanno donato oltre 9 miliardi.

- In parole semplici: tra i redditi non dichiarati (o sottodichiarati), lavoro in nero, affitti in nero, compensazioni tra domanda e offerta, l’economia sommersa è stata stimata in 190 miliardi, con maggiore incidenza nel commercio, trasporti, alloggi e ristorazione, costruzioni. L’economia illegale (traffico di stupefacenti, prostituzione, contrabbando di sigarette …) è stata stimata in 17 miliardi. La somma delle due economie costituiva il 12,6% del pil.

Non sono state fornite tabelle di comparazione con altri paesi europei: certamente il senso civico del nostro paese è basso. Le dichiarazioni pubbliche parlano spesso di lotta all’evasione  e all’illegalità: i risultati dicono che l’evasione negli ultimi anni è cresciuta insieme alle attività illegali. Le cifre impressionano perché l’ultima legge finanziaria propone una manovra di appena il 10% dell’economia sommersa, chiamata con un raffinato eufemismo “non osservata”. A ogni tornata elettorale l’appello alla lotta all’evasione diventa obbligatorio.

I dati dicono che tutti i partiti (chissà come ripartiti) hanno al loro interno cittadini e cittadine che praticano l’economia sommersa e illegale. L’altro dato – questa volta positivo – evidenzia che l’Italia è il paese tra i più generosi in Europa dopo la Gran Bretagna e la Germania. Sono stati donati nel 2015, più di 9 miliardi, con una composizione particolare, un miliardo e mezzo è stato donato dalle Fondazioni, i restanti 4,6 miliardi da elargizioni individuali, lasciti testamentari, erogazioni di imprese destinati principalmente alla salute, all’ambiente all’inclusione sociale.

La lettura dei dati mostra quella che è opinione corrente: meglio sottrarre allo Stato il più possibile. Qualcuno è disposto a donare secondo i propri criteri e la propria generosità. Con un dettaglio: si prevede che da qui a un decennio il divario tra risorse pubbliche e domanda dei servizi sociali crescerà fino a raggiungere 70 miliardi: dove si troverà il denaro necessario? Si appellerà alla generosità privata oppure lo Stato sarà in grado di erogare ancora gratuitamente i servizi sociali? La paura è che, in mancanza di fondi, saranno elargiti a chi ha risorse. E gli altri?