21 settembre 2017 ore: 12:12
Salute

Malattia di Parkinson, al Gemelli le nuove tecniche chirurgiche

La malattia colpisce oggi oltre 200 mila persone in Italia, con circa più di 8 mila casi l'anno, che necessitano di un percorso assistenziale multidisciplinare. Al Policlinico Gemelli, un convegno per parlare di tutti gli approcci possibili
Parkinson. Mani e dottore - SITO NUOVO

ROMA – La malattia di Parkinson ha bisogno di un approccio multidisciplinare e di un percorso assistenziale complesso, che integri interventi psicologici, neurologici, geriatrici, riabilitativi e chirurgici: è questo il punto di partenza del convegno dedicato a questa patologia, in programma per venerdì 22 settembre, a partire dalle 14, al Policlinico Gemelli di Roma. La malattia di Parkinson colpisce oggi più di 200.000 persone in Italia, con circa 8.000 – 12.000 nuovi casi l’anno, che necessitano di un percorso assistenziale multisciplinare. Il Policlinico Gemelli offre al paziente un percorso mirato, a 360°, che integra percorsi, ponendosi come centro di eccellenza nella gestione del paziente parkinsoniano.

“I sintomi di questa malattia - spiega Paolo Maria Rossini, direttore Istituto di Neurologia all’Università Cattolica e direttore dell’Area Neuroscienze del Policlinico Gemelli - riguardano principalmente le capacità di movimento. Le persone con Parkinson hanno infatti movimenti rigidi e lenti, difficoltà a mantenere l’equilibrio, un andamento impacciato e con tremori a riposo. Con il progredire della malattia, si possono aggiungere sintomi di tipo comportamentale e cognitivo, quale la demenza. A oggi le principali terapie per contrastare i sintomi della malattia sono di tipo farmacologico e chirurgico. Il primo approccio terapeutico è quello farmacologico, che consente di controllare i sintomi a breve e medio termine, con limiti di efficacia ed effetti collaterali nel lungo termine”. La chirurgia è indicata in tutti i casi in cui i farmaci non risultino più efficaci. “In media, nell'Ambulatorio per i Disturbi del Movimento di questo Policlinico - riferisce Anna Rita Bentivoglio, responsabile UOS Disturbi del Movimento - afferiscono oltre 150 pazienti al mese, di cui almeno il 30% può avere un’indicazione chirurgica”.

Il trattamento chirurgico più efficace consiste nel “posizionamento di elettrodi per la stimolazione del cervello e in particolare del nucleo sub-talamico – spiega Tommaso Tufo, neurochirurgo funzionale del team del professor Alessandro Olivi - Questa area si trova nella profondità del cervello e viene, generalmente, raggiunta mediante una particolare tecnica detta 'stereotassia'. che attraverso un casco e un computer permettono di raggiungere con precisione millimetrica la zona da stimolare, consentendo un miglioramento dei sintomi e una riduzione dei farmaci a volte fino all’80%”. 

Oggi è però presente una nuova tecnica chirurgica più innovativa che favorisce il paziente e che viene utilizzata per gli interventi. “Questa tecnica che non fa uso del casco, detta frameless - precisa Beatrice Cioni, responsabile del team di Neurochirurgia Funzionale - consente di raggiungere la zona desiderata grazie alla neuro-navigazione. Questo nuovo sistema all’avanguardia garantisce un maggiore comfort per il paziente. Il casco per la stereotassia è infatti pesante e blocca la testa del paziente, sveglio, per tutta la durata dell’intervento”. L’intervento chirurgico è però solo una parte del percorso assistenziale multidisciplinare per le persone con malattia di Parkinson: Il Policlinico Gemelli mette infatti a disposizione anche l’intervento di uno psicologo e di un geriatra, oltre che un percorso di riabilitazione motoria.

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