7 giugno 2019 ore: 09:18
Società

Teniamo alta la bandiera della solidarietà

di Vinicio Albanesi
Con il nuovo sito, rilanciamo la nostra attenzione alle dinamiche riguardanti il welfare e l’impegno solidale organizzato: voler bene a tutti, senza distinzioni e senza classificazioni, è l’impegno che continuiamo a perseguire. La storia ci darà ragione
Stefano Dal Pozzolo

Vinicio Albanesi. Foto: Stefano Dal Pozzolo

Il sito nuovo - che oggi prende il via - non costituisce solo un’attenzione estetica, pure necessaria per gli sviluppi della recente comunicazione online, ma mostra la volontà di continuare a leggere, interpretare e comunicare ciò che avviene nel cosiddetto mondo del sociale. Una definizione impropria, perché il vecchio schema che divide le risposte ai bisogni delle persone in servizi dello Stato, del mercato e del non profit non ha più senso.

Ricordavamo, in tempi non sospetti, che i nostri mondi agivano con risposte “pubbliche”, anche se la gestione avveniva non con le regole della pubblica amministrazione, ma con lo stile di aziende private senza scopo di lucro.

Viviamo in una nazione dove fortunatamente le difficoltà delle persone sono affrontate in modo “universalistico e gratuito”: un welfare preziosissimo che non possiamo permetterci di abbandonare. E’ il risultato di un alto grado di civiltà.

Recentemente sono in atto – almeno per alcuni temi – campagne ostili e portatrici di paure e di chiusure, sottovalutando il fatto che se si abbassa la solidarietà, i primi a pagare sono sempre gli stessi. L'elenco è lungo: dai minori, alle famiglie disgregate, dagli anziani a chi ha poche risorse.

Teniamo alto il senso della solidarietà perché vogliamo bene a tutti: senza distinzione e senza classificazioni. Nei territori sono molte le iniziative, piccole e grandi, che contribuiscono a tenere alto la dignità della vita.

Di questa missione siamo coscienti e ad essa siano coerenti. E’ vero che il mondo cambia, anche se la distinzione tra ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, sani e ammalati, giovani e vecchi sono condizioni che purtroppo non scompariranno. Essere attenti alle dinamiche riguardanti il welfare e alle iniziative propositive di chi crede alla felicità di tutti è l’impegno che continuiamo a perseguire. Siamo sicuri che sono molti quanti ci seguono, anche se il bene fa meno fragore del male.

La storia ci darà ragione perché ognuno, pur nelle condizioni migliori, dovrà invocare comprensione e aiuto; se non altro contro la solitudine.