15 gennaio 2019 ore: 11:35
Economia

Centri di ascolto Caritas, a Roma 1 utente su 5 ha problemi di dipendenze

Rapporto Caritas di Roma. Crescono i consumi tra i giovani e gli over 65. Titoli di studio bassi tra gli utenti con problemi di dipendenze e basse percentuali di coniugati. “Il capitale umano e formativo, oltre che il matrimonio, hanno una funzione protettiva”

ROMA - Il 21% degli utenti dei Centri di ascolto Caritas ha un problema di dipendenza, da alcol, sostanze, azzardo. “Il rischio di fallimento è molto alto, anche perché spesso queste persone cercano l'ennesimo rifiuto, l'ennesima porta in faccia, per farla finita. In questo caso ci si trova di fronte a una doppia fragilità, quella che li ha condotti ad assumere una sostanza, a giocare compulsivamente o a bere, e quella che questi comportamenti hanno indotto. Non è infrequente che la dipendenza nasconda una patologia psichiatrica non diagnosticata né curata”. Nel Report 2018 della Caritas di Roma si evidenzia che il capitale umano e formativo delle persone è uno dei baluardi più efficaci contro le dipendenze: tra le persone incontrate, infatti, il titolo di studio è molto basso (oltre il 62% dei tossicodipendenti non va oltre la licenza media inferiore, il 50,7% tra gli alcolisti, il 44,5% dei giocatori patologici). “La bassa percentuale di coniugati evidenzia la funzione protettiva del matrimonio – si legge nel Report – e lo stesso vale per il lavoro: gli occupati a tempo indeterminato sono una percentuale bassa tra alcolisti e tossicodipendenti. Le dipendenze sono perciò frequentemente la spia di mancata realizzazione nelle dimensioni costitutive dell'esistenza”.

Le dipendenze sono in crescita sia a livello metropolitano che a livello regionale e nazionale. Il 34,3% degli studenti italiani (880 mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni) ha riferito di aver utilizzato nel corso della propria vita una sostanza psicoattiva illegale (Dati indagine Espad Italia Cnr). “Ma – avvertono i Centri di ascolto Caritas – il fenomeno sta crescendo anche tra gli anziani, che finiscono con autogestire cure a base di psicofarmaci in maniera autonoma e rischiosa”. Dalle rilevazioni più recenti la percentuale più elevata nel consumo di alcol si registra tra i 16-17enni e tra gli over65. Aumentano i consumatori occasionali e quelli che bevono fuori pasto. Per quanto riguarda l'azzardo, le rilevazioni Ispad (Cnr) ci dicono che nel 2017 quasi 17 milioni di italiani hanno giocato almeno una volta: dato in costante crescita negli ultimi 10 anni. Secondo i dati Espad Italia sono 580 mila i minorenni che hanno giocato d'azzardo nel 2017. I dati del Servizio informativo dipendenze patologiche della Regione Lazio sottolinea il fenomeno delle dipendenze da diverse esperienze (ad esempio, alcol e azzardo). (lp)

© Copyright Redattore Sociale