8 marzo 2021 ore: 17:38
Società

8 marzo. Ecco "Ritratti di donne in armi", il libro della Dire

Un reportage, foto e interviste di donne soldato e contributi della scrittrice Dacia Maraini che intervallano queste storie che l'agenzia Dire ha documentato sul campo per lo speciale "Donne in Armi", diventato un libro edito della Difesa
Copertina della DIRE - Ritratti di donne in armi

Una copertina rosso fuoco, come il colore che denuncia la violenza contro le donne. Un reportage, foto e interviste di donne soldato e contributi della scrittrice Dacia Maraini che intervallano queste storie che l'agenzia Dire ha documentato sul campo per lo speciale 'Donne in Armi', diventato un libro edito della Difesa e presentato oggi pomeriggio per l'8 marzo in una diretta Fb moderata dal direttore della Dire, Nico Perrone. Hanno partecipato la chair del W20 Linda Laura Sabbadini, il Ten. Colonnello Rosa Vinciguerra, Capo sezione Pari opportunità della Difesa; Luisa Del Turco, esperta Politiche Donne Pace e Sicurezza; Simona Lanzoni, vicepresidente Pangea e Silvia Mari, responsabile della redazione Donne e autrice del libro.

Il terreno delle "pari opportunità in un mondo appannaggio per consuetudine storica degli uomini, in cui la performance fisica è decisiva e ovviamente ancorata a differenze biologiche di genere, insieme allo scardinamento degli stereotipi che la donna soldato rappresenta- ha detto l'autrice- ha rappresentato un inedito, un simbolico ancora poco esplorato che la nostra redazione, nata per parlare di donne, non poteva trascurare".

Ed è a tutti gli effetti un argomento "sfidante" come lo ha definito il Tenente Colonnello Vinciguerra perché "le prove fisiche diversificate- ad eccezione delle Forze Speciali- possono rappresentare anche una difficoltà nel tempo, perché il militare deve essere per sua missione pronto e subito per l'azione o quel che non riesce ad affrontare si scaricherà sugli altri della squadra. Allo stesso modo- ha puntualizzato- sulle donne soldato, che possono far tutto come i loro colleghi, c'è però un problema di welfare, lo stesso di tutta la società per il quale la Difesa è attiva con asili nido nelle basi militari o con ludoteche, ad esempio".

E proprio il welfare è stato il centro dell'intervento di Linda Laura Sabbadini, chair 20: "Le donne delle Forze Armate vivono nel mondo non solo in Forza armata e le difficoltà non sono affatto poche. Il tema della conciliazione è molto più forte per loro che in altri settori- ha sottolineato- E questa pandemia poi ha portato ad una crisi del lavoro di cura. Rifondiamo il nostro welfare, non perdiamo questo treno".

Un aspetto cruciale del libro 'Ritratti di donne in Armi" è stato dedicato al ruolo delle donne nelle missioni di pace e nei teatri operativi, quindi alla risoluzione Onu 1325.

"Le donne possono portare un loro stile nella gestione del conflitto diverso- ha detto l'esperta Luisa Del Turco- E i contingenti italiani hanno un approccio in queste missioni che tende a favorire il dialogo sul campo e ora- ha aggiunto- i diversi contingenti internazionali si stanno sfidando per investire nel dialogo con i movimenti sociali locali che nascono dal basso, come in Iraq e in Libano". Oggi l'obiettivo ha ribadito è "l'aumento delle donne ai tavoli negoziali".

Simona Lanzoni, vicepresidente Pangea, impegnata per i diritti delle donne con uno sguardo sempre attento al profilo multiculturale, ha raccontato la sua esperienza in Afghanistan come cooperante: "Sono arrivata in quel Paese subito dopo il regime talebano e non c'era nulla. Ho visto quanto fosse prezioso il supporto dei militari anche per le organizzazioni civili operanti in loco e le donne nei teatri operativi sono fondamentali per il dialogo con le comunità".

Una professione, quella militare, che non si regge solo sul singolo, che non può prescindere "dalla vocazione per gli altri", come ha ribadito Vinciguerra, perché "per l'altro- ha concluso- si giura di dare la propria vita". A fine mese il libro sarà acquistabile sui canali web e social della Difesa. (DIRE)

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