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23 novembre 2018 ore: 11:06
Disabilità

"Colori nella penombra", romanzo autobiografico che parla a chi ha una disabilità visiva

Presentato il libro di Tommaso Di Gesaro presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Palermo. "Ho realizzato tutti i miei traguardi perché ho vissuto e, nonostante le difficoltà, perché ho guardato il bicchiere sempre mezzo pieno"
Libro unione ciechi copertina

"Ritrovare con tenacia la forza di andare sempre avanti nonostante i tanti ostacoli che, come persone con disabilità, incontriamo continuamente nel nostro cammino". Sono le parole con cui l'avvocato Tommaso Di Gesaro, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della sezione territoriale di Palermo, spiega le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere il suo primo libro “Colori nella penombra”, un romanzo autobiografico pubblicato da Spazio Cultura Edizioni nella nuovissima collana editoriale Spazio Narrativa VOX diretta da Biagio Balistreri. Al volume è allegato un CD audio-libro letto dalla nota attrice italiana Laura Ephrikian. La presentazione del volume è avvenuta mercoledì scorso nella sala Michele Perriera dei Cantieri Culturali della Zisa. Per l'occasione era presente l'autore e l'attrice Laura Ephrikian che ha letto alcuni brani del libro con intermezzi e sottofondi musicali del chitarrista palermitano Salvo Capizzi.

L'autore del libro, che ha una retinite pigmentosa progressiva, gradualmente ha perso  completamente la vista. "Il titolo del volume 'Colori nella penombra' - aggiunge - vuole fare capire anche il modo in cui ho vissuto e ricordato gli eventi della mai vita. Ci sono molte descrizioni del paese di Isnello di quando ero ipovedente: le luci e i colori della vita ma viste sempre da chi ha avuto sempre l'ombra della disabilità".

"I primi destinatari di questo libro sono i miei compagni di sventura, disabili non vedenti che spesso si lasciano andare, si chiudono in se stessi, si scoraggiano – dice Tommaso Di Gesaro -. Mi rivolgo, in particolare, a coloro che non vivono a pieno la loro vita perchè vorrei spronarli a fare esattamente il contrario, rischiando anche se è il caso. Nella mia vita ad ogni pregiudizio ho sempre risposto con il rischio. Quando ero giovane  le chiusure e i pregiudizi erano ancora più forti - continua - ma non mi sono mai scoraggiato. Ricordo la preoccupazione di mio padre quando lascia il posto di lavoro all'Alitalia per diventare segretario dell'Unione Italiana ciechi ed entrare in quella grande famiglia. Poi ancora la forte chiusura che la chiesa mi diede a quella che sembrava essere una mia vocazione sacerdotale. Ricordo anche quelle a scuola con tutte le riserve del caso mostratemi da qualche insegnante chiuso riguardo la mia frequenza al liceo classico. Anche la mia vita affettiva all'inizio non è stata facile ma devo ringraziare la mia famiglia se sono riuscito pure a superare alcune difficoltà".

"Ho realizzato tutti i miei traguardi perché ho vissuto e, nonostante le difficoltà, perché ho guardato il bicchiere sempre mezzo pieno. Abbiamo tante risorse ma dobbiamo cercarle dentro noi stessi senza lasciarci condizionare dall'esterno - ha continuato -. Sicuramente sono stato anche spinto a raccontare tanti episodi della mia vita dal bisogno di lasciar queste testimonianze ai miei figli, alla famiglia e a tutti gli amici". (set)

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