10 dicembre 2014 ore: 12:00
Immigrazione

"Tutta la vita in un foglio", 53 storie di migranti richiedenti asilo

È il libro realizzato dalla cooperativa sociale Lai-Momo in cui sono raccolte le memorie di alcuni richiedenti asilo transitati da Bologna. Dentro ci sono i racconti della fuga, la paura di tornare a casa, le botte, l’arrivo in Italia. La presentazione oggi a Bologna
Immigrazione, uomo di spalle in penombra

Racchiudere su un foglio di carta la propria esperienza di vita per chiederne in cambio un’altra. È ciò che fanno i migranti quando chiedono asilo in Italia. I motivi della fuga, il racconto del viaggio e la paura di tornare nel proprio Paese, è il contenuto dei memoriali che la commissione per la richiesta d’asilo valuta caso per caso. Le storie, che raccontano delle difficoltà affrontate dai migranti prima di arrivare in Italia, sono state raccolte nel libro “Tutta la vita in un foglio – Memorie di richiedenti asilo”, realizzato dalla cooperativa sociale Lai-Momo. “Abbiamo selezionato 53 storie sulle oltre 200 raccolte a Bologna – dice Sandra Federici, direttrice della rivista Africa e Mediterraneo nonché curatrice della pubblicazione – e tutte raccontano le mille traversie che questi ragazzi e ragazze hanno affrontato”. Il libro verrà presentato a Bologna il 10 dicembre alle 18 nello spazio Atelier Sì di via San Vitale 69. A organizzare la presentazione, Bologna cares!, la campagna di comunicazione del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) del capoluogo emiliano.

“Molti racconti sono strazianti – continua Federici – perché descrivono le preoccupazioni e i timori che hanno vissuto, e al contempo i motivi per cui non vogliono tornare indietro”. La fuga dalla guerra, il timore di essere catturati e costretti a combattere, gli omicidi di familiari a opera di militari o ribelli, il viaggio attraverso il deserto, la prigionia in Libia e poi il mare, sono i racconti che si ripetono tra loro. “In tutto questo dolore – racconta Federici – ci sono anche momenti in cui le storie riservano momenti felici da parte di chi le ha scritte”. Come quella di una famiglia di afghani che dopo un lungo viaggio, attraverso l’Iran e la Turchia, hanno avuto paura di essere picchiati in un commissariato italiano per essere entrati illegalmente nel Paese.: “Hanno descritto la loro meraviglia quando sono stati accolti gentilmente – spiega Federici – Non erano abituati”.

Oltre alla presentazione del libro, a cui parteciperanno anche Amelia Frascaroli, assessore ai Servizi sociali del Comune di Bologna, Gianluca Borghi, amministratore unico di Asp, Pietro Tesoriero, Unhcr eligibility expert e membro della commissione territoriale di Bologna, verrà proiettato il documetario “Come il peso dell’acqua” di Giuseppe Battiston, Stefano Liberti, Marco Paolini e Andrea Segre. (Dino Collazzo)

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