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14 settembre 2017 ore: 17:48
Immigrazione

Accoglienza diffusa: in Veneto 744 richiedenti asilo ospitati d’estate da 13 cooperative

Il bilancio del Consorzio Veneto Insieme (membro di Confcooperative) che opera in provincia di Padova, in 98 strutture urbane. “Numeri che indicano come l’accoglienza diffusa può facilitare le istituzioni e gli stessi cittadini italiani ad accettare più serenamente numeri, talvolta importanti, di profughi”
Migranti. Nigeriani in attesa di accoglienza

PADOVA - Un consorzio di 13 cooperative che ha ospitato, nel corso di questa estate (giugno-settembre), 744 richiedenti asilo, tutti inseriti in progetti di microaccoglienza. È il bilancio del Consorzio Veneto Insieme (membro di Confcooperative) che opera in provincia di Padova, in 98 strutture urbane che mediamente ospitano 7 persone ciascuna. Di queste strutture, 51 sono a Padova, 6 a Vigonza, 3 a Due Carrare, mentre tutti gli altri comuni sono direttamente coinvolti con 1 o al massimo 2 strutture. “Numeri che indicano come l’accoglienza diffusa può facilitare le istituzioni e gli stessi cittadini italiani ad accettare più serenamente numeri, talvolta importanti, di profughi - spiega Roberto Baldo Presidente del Consorzio -. Lavorare in rete, con obiettivi, strategie, professionalità e programmazione, risulta un metodo efficace e vincente per chi deve essere accolto e per chi si impegna ad accogliere”.

Dei 744 migranti ospitati, 247 provengono dalla Nigeria, 98 dal Pakistan, 82 dal Bangladesh, 54 dal Gambia, 48 dal Senegal e 44 dal Mali. L’età di maggior affluenza è quella della fascia 18-25 con il 49% (364 persone), segue quella dei 26-35 con il 36% per un totale di 270 presenze. I minorenni sono solo un 5% (38), la fascia 36-45 con l’8% e 57 presenze, mentre gli over 46 solo un 2% (15 persone).

Sulla questione delle risorse date alle cooperative per la gestione dell’accoglienza, Baldo chiarisce: “Non si tratta di business a meno che non ci sia un uso strumentale della forma cooperativa così come in tutte le altre forme di impresa. In questo caso si parla di imprese truffaldine. Certo creiamo valore economico ma il tutto è finalizzato alla qualità e alla risposta ai bisogni di queste persone. Insomma fare i soldi è un'altra cosa, noi operiamo in maniera onesta”. (gig)

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