15 luglio 2013 ore: 17:31
Immigrazione

Cia: "Anche per gli stranieri l'agricoltura è ancora di salvezza"

"Nel 2012 in Italia sono registrati 1.011.078 operai agricoli dipendenti, di cui 135.632 extracomunitari, pari al 13,4% del totale. Un dato che conferma ancora una volta le capacita' occupazionali dell'agricoltura nei confronti di diverse cat...

Roma - "Nel 2012 in Italia sono registrati 1.011.078 operai agricoli dipendenti, di cui 135.632 extracomunitari, pari al 13,4% del totale. Un dato che conferma ancora una volta le capacita' occupazionali dell'agricoltura nei confronti di diverse categorie di lavoratori (giovani, donne, stranieri) considerate proprio quelle piu' a rischio in questo momento di crisi". Cosi' la Confederazione italiana agricoltori (Cia) a commento del Rapporto 2012 sul mercato del lavoro degli immigrati, curato dalla Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche d'integrazione del ministero del Lavoro e presentato oggi al Cnel, con la partecipazione del ministro Enrico Giovannini.

"In Italia- ricorda la Cia- hanno un lavoro circa 2 milioni e 334 mila stranieri. Per quanto riguarda l'agricoltura, nel Nord-Est si concentra il 27,6% dei lavoratori extracomunitari (contro il 20% del complesso dei lavoratori agricoli dipendenti), nel Centro il 21,3% (a fronte dell'11,9% del complesso), nel Sud il 22,2% (a fronte del 42,4% del complesso), nel Nord-Ovest il 19,3% (contro il 9% del complesso) e nelle isole il 9,7% (contro il 16,8% del complesso)".

Andando nel dettaglio, rileva la Confederazione, "il peso degli stranieri nelle attivita' manifatturiere diminuisce significativamente, tra il 2011 e il 2012, del 2,9% per i lavoratori di provenienza Ue e dell'1,7% per la componente extracomunitaria". Al contrario, "il terziario fa registrare, nell'ultimo anno, un incremento dell'occupazione straniera superiore al 6%".

Secondo la Cia "questi dati non cancellano il contesto generale che e' tutt'altro che positivo". Nel 2012, infatti, e' aumentata "in modo esponenziale" anche la disoccupazione dei cittadini stranieri (385 mila unita'). Nello specifico, rispetto al 2011 il numero e' aumentato del 19,2% per la componente Ue e del 25,4% per quella extra Ue.

In previsione del fatto, spiega la Cia, che lo stato di crisi presumibilmente portera' ad un diverso rapporto tra lavoratori italiani e lavoratori stranieri, sovrapponendo l'offerta di manodopera e non piu' rendendola complementare, "riteniamo che sara' sempre piu' necessario in materia di immigrazione e di politiche migratorie pensare a lungo termine".

Bisogna impostare per tempo, conclude la Cia, "meccanismi che migliorino l'allocazione dei lavoratori (sia presenti in Italia che provenienti dall'estero) nei posti di lavoro e che permettano al contempo di aumentare il capitale umano rendendolo piu' qualificato, accrescendo cosi' la produttivita' e quindi la competitivita' delle imprese".

(DIRE)

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