7 giugno 2018 ore: 13:29
Disabilità

Dal terremoto al mutuo aiuto tra genitori: ecco i vincitori del premio Inclusione 3.0

L'iniziativa, promossa dall'Università di Macerata, premia “le molte persone che quotidianamente si impegnano per creare le condizioni affinché ognuno possa esprimersi all’interno della società”. Tante le storie raccontate, dirette tutte verso lo stesso finale: la vera inclusione. Tra i premiati, il progetto “Terremotati” della Comunità di San Claudio
Premiazione Inclusione 3.0 - 2
Premiazione Inclusione 3.0 - 2

ROMA – Diversi progetti, differenti storie, tutte tese, però, allo stesso finale: la piena inclusione sociale. Sono quelle storie che cerca e riconosce l'Università di Macerata, con il “Premio nazionale Inclusione 3.0”, giunto alla sua fase conclusiva, con la consegna dei riconoscimenti. Dopo la prima edizione, promossa dal Dipartimento di Scienze della formazione, quest'anno l'iniziativa è stata lanciata da tutta l'Università: “Si tratta di un passo in avanti di un percorso per noi strategico, partito dal Dipartimento di Scienze della formazione e diventato un’iniziativa di Ateneo con una prospettiva strategica e fortemente educativa”, ha detto il rettore Francesco Adornato. L’iniziativa rappresenta un riconoscimento scientifico pensato dall’Università di Macerata all’interno del Progetto Inclusione 3.0, di cui è responsabile da Catia Giaconi, per valorizzare percorsi e progetti volti all’integrazione delle persone con disabilità.  


I premi sono stati consegnati a: Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Educaid, Macerata Opera Festival, Associazione italiana X Fragile, Anffas, Comunità di San Claudio, “B&b like your home”, Associazione Rimini autismo, Locanda Dal Barba.

“Sono disabile perché la società non mi permette l’accesso a tutti gli spazi come agli altri cittadini. A Gaza abbiamo cercato di far capire alle persone che possono essere in grado di pensare allo loro vita ed esserne protagonisti”, ha detto Giampiero Griffo, che ha ritirato il premio in qualità di presidente della Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, una rete di organizzazioni non governative e di persone con disabilità che ha contribuito a promuovere l’inclusione in contesti di emergenza e sviluppo sociale.

“Inclusione per noi è una società migliore per tutti”, ha ribadito Riccardo Sirri premiato per Educaid, un’organizzazione di educatori, insegnanti e ricercatori impegnata nella realizzazione di contesti scolastici inclusivi in zone di notevole criticità, come la Palestina e El Salvador.

Il premio “Inclusione 3.0”, ritirato dal sovrintendente Luciano Messi e dai collaboratori del progetto, è stato assegnato anche al Macerata Opera Festival per il progetto “Accessibilità”, diventato modello di riferimento per l’accessibilità alle opere teatrali in Italia e all’estero. 

Esemplare anche l’esperienza dell’Associazione italiana X Fragile, formata da genitori di figli con la sindrome da cui il nome, che con il progetto “Grammatica X Fragile” rappresenta una significativa esperienza nazionale di mutuo aiuto genitoriale. “Un genitore ha bisogno di capire cosa fare e di essere sorretto”, ha spiegato Alessia Brunetti. 

Testimoni di quanto sia possibile fare per permettere a ogni persona di esprimersi pienamente nel corso della vita sono anche le altre realtà premiate, come il progetto “Mongolfiera” dell’Anffas che, ha detto il presidente Marco Scarponi, “rappresenta l’inizio di un percorso per portare la persona con disabilità a vivere ogni fase della propria vita all’interno della società”. O il progetto “Terremotati” della Comunità di San Claudio che, hanno spiegato don Vinicio Albanesi, Martina Monterubbiano e Stefania Petracci, ha visto persone con problemi psichiatrici offrire supporto agli sfollati ospiti dell’Hotel San Claudio. 

B&b like your home”, una rete di bed and breakfast destinati all’accoglienza di persone con disabilità, come ha raccontato la referente Cetty Ummarino, ha dimostrato come “ragazzi con disabilità possono diventare persone normali, inserite in ambito lavorativo, come Simone, premiato da Booking.com per il suo bed & breakfast a Napoli, il Miranà”. Accoglienza e inserimento lavorativo si incrociano anche in “Autism Friendly Beach” dell’Associazione Rimini autismo, che, attraverso la formazione degli operatori turistici, realizzano luoghi dove le persone con autismo possano trascorrere serenamente le vacanze. Ma non solo. “Abbiamo inserito ragazzi con autismo come aiuto bagnini” – ha riferito Marco Righetti -. I ragazzi hanno dimostrato una grande voglia di emergere in una società che non li accoglie e hanno trovato nelle spiagge un luogo in cui esprimersi. Paola Dorigotti, infine, ha descritto come è nata l’idea della Locanda Dal Barba, completamente gestita da persone con disabilità. “Ora abbiamo aperto anche un’osteria in mezzo alla città – ha aggiunto -. È una battaglia culturale che deve riguardare gli operatori, i genitori e la classe politica”. 

Tutte storie accomunate dalla forza dei loro protagonisti di guardare oltre i limiti. Come ha detto la scrittrice Samuela Baiocco, presentando la proprio biografia “Correre oltre me” insieme alla docente Elisabetta Michetti: “Ho voluto mettere per iscritto quanta forza e quanta determinazione servano per affrontare difficoltà e impedimenti, aggrappandosi all’aquilone dei nostri sogni per raggiungere i nostri obiettivi”.

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