16 gennaio 2019 ore: 14:45
Disabilità

“Non ci sto più dentro”: Erickson pubblica il diario di un bambino con Adhd

di Chiara Ludovisi
Max è un bambino di 11 anni con Adhd: con un linguaggio spontaneo e ironico, in questo diario racconta la sua quotidianità e si racconta attraverso gli occhi dei suoi genitori, dei suoi insegnanti e dei suoi compagni

“Non ci sto più dentro!” è il diario di Max, un bambino di 11 anni con ADHD. Pubblicato dalle edizioni Erickson, il volume è scritto in prima persona da Max, che racconta se stesso e la propria quotidianità attraverso lo sguardo dei genitori, degli insegnanti, degli amici. Sarà in libreria dal 30 gennaio e il 17 sarà presentato a Roma, presso la libreria Erickson (viale Etiopia, 20). Autrice del libro è Anna Maria Sanders, che mette nero su bianco la quotidianità di suo figlio e delle persone che condividono le sue giornate. Uno scambio di prospettive che permette al lettore un approccio “dall’interno”, per comprendere le dinamiche, i processi motivazionali, le particolarità cognitive e il modo di reagire agli stimoli esterni tipico di chi ha i disturbi di Max.

L'ADHD (dall’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività. Colpisce circa il 5% della popolazione mondiale al di sotto dei 18 anni, e circa il 50% dei bambini con ADHD continuerà a mostrarne i sintomi anche in età adulta.

Di seguito un brano del libro:

“25 dicembre 2014, Max: Incredibile! Assurdo! Non esiste! Cosa mi vanno a regalare per Natale? Un DIARIO!!! Ma sul serio? Ma se già nel secolo scorso, quando Papà e Mamma erano piccoli, era il classico regalo per femmine… C’è mancato poco che sulla copertina di ’sto coso ci fossero pure gli elfi rosa ballerini. 'Così puoi scrivere quello che ti tocca dentro', ha detto mamma con il tipico sguardo che fa con i neonati o i gattini. Papà stava lì un po’ incerto, come a dire: 'Lo so, piccoletto, avresti preferito un elicottero telecomandato che un mucchio di fogli vuoti legati insieme'. Ti ci puoi giocare il tuo sacrosanto armamentario da pesca che lo preferivo! 'Così puoi scrivere quello che ti tocca dentro'. Avere in regalo una merda di diario invece di qualcosa di sensato, ecco cosa mi tocca dentro!!! Solo mamma può farsi venire idee del genere. Sta lì tutto il giorno a scrivere e pensa che dovrebbe piacere da pazzi anche al resto del mondo. Never ever! E a cosa servirebbe scrivere quello che mi tocca dentro, prego? Non avrei più così tanto la testa tra le nuvole? Non passerei più per il rompipalle di turno a scuola? Prenderei voti migliori nei compiti in classe? Riuscirei a star seduto tranquillo o a concentrarmi di più? Non penso proprio!”

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