23 agosto 2018 ore: 09:12
Disabilità

Giovani con disabilità intellettiva digitalizzano testi: l'idea di “Digitalizz-Abile”

Il progetto, ideato dall'associazione “Acffadir”, ha l'obiettivo di impiegare giovani con disabilità intellettiva in un'attività semplice, capace di trasformare documenti e volumi cartacei in materiali digitali. Per comprare lo scanner speciale, raccolta fondi su “Meridonare”, il crowdfunding “social” del Sud
DigitalizzAbile
DigitalizzAbile

ROMA – Un lavoro per chi ha una disabilità intellettiva: non un lavoro qualsiasi, né soltanto un lavoro “terapeutico”; ma un impiego che possa essere utile per ottimizzare le attività e valorizzare le risorse di amministrazioni pubbliche, archivi e biblioteche, ospedali ecc. Come? Attraverso la digitalizzazione (all'avanguardia e altamente tecnologica) di documenti d´archivio (antichi e moderni, rilegati e sciolti, registri), libri moderni e antichi. 

L'idea ha un nome: si chiama “Digitalizz-Abile”. E un obiettivo ben più ambizioso del mero inserimento lavorativo: il progetto si propone infatti di garantire un buon livello di autonomia economica, tanto da assicurare ai lavoratori la possibilità di accedere al “cohousing supportato”, una forma di convivenza con altre persone con disabilità e tutor di supporto. 

box “Digitalizz-Abile” è per ora soltanto un'idea, partorita dall'associazione Acffadir (Ambito Campano famiglie con figli affetti da disturbo intellettivo e relazionale), ma ambisce a diventare una vera e propria start-up, creando un centro di digitalizzazione di tutto rispetto, che sappia proporsi come interlocutore privilegiato della pubblica amministrazione (amministrazioni comunali, archivi e biblioteche comunali, archivi di stato civile, archivi dei Tribunali), archivi e biblioteche pubbliche e private , ospedali e Asl ecc. L'azienda offrirebbe servizi di digitalizzazione altamente personalizzabili grazie alla tecnologia offerta dalla Treventus Mechatronics GmbH. A differenza però delle altre aziende che realizzano la dematerializzazione degli archivi cartacei con misure standard (A4 ed A3), Digitalizz-Abile offrirebbe la possibilità di scegliere tra supporti diversi per formato, volume. 

E' un'attività molto semplice, i ragazzi possono farla tranquillamente, perché è ripetitiva – spiega Carlo Cotticelli, presidente di Acffadir -Si tratta di inserire la documentazione in macchinari particolari, poi l'acquisizione avviene tramite sistemi informatici ed è controllata dagli operatori che seguono i ragazzi. Dobbiamo acquistare un'apparecchiatura che si chiama Robo Scan, per acquisire le immagini da libri. La caratteristica di questo scanner è che il libro o il volume non deve essere completamente aperto, ma è sufficiente che sia appoggiato sul leggio e l'apparecchio entra all'interno con una lama scanner che acquisitrice le due pagine e gira la pagina con un soffio d'aria. Evita quindi di manipolare questi volumi delicati, ma consente comunque la loro digitalizzazione. I ragazzi devono limitarsi a operazioni semplici, come estrarre i libri dai contenitori, posarli nello scanner e, una volta eseguita scansione, riporli in ordine, per restituirli a chi ce li ha consegnati”. 

Per rendere reale quella che finora è solo una bella ambizione, l'associazione ha lanciato una raccolta fondi su “Meridonare”, il primo crowdfunding “social” meridionale, dove si può vedere anche il video di presentazione del progetto. L'obiettivo è raccogliere 40 mila euro: 4.300 quelli raccolta finora. (cl)

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