Immigrati, le associazioni: il Mediterraneo non è un mare di morti
Roma - Sos villaggi dei bambini, Aimmf, Agevolando, Cnca, Cncm, Coordinamento delle comunità di accoglienza per minori della regione Marche, Fondazione domus de luna, la consulta diocesana di Genova, Terra dei piccoli onlus, sostenuti da vita.it, chiedono atti di coraggio alle Istituzioni.
Una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Presidente del Consiglio Matteo Renzi, Presidente del Senato Pietro Grasso, Presidente della Camera Laura Boldrini in cui si richiedono atti di responsabilita' e si promuove una visione comune di indirizzo organizzativo e culturale sui temi del riconoscimento dei diritti, della pace e della salvaguardia delle vite umane. Dal 2000 al 2013 sono morti piu' di 23 mila migranti nel tentativo di raggiungere l'Europa via mare o attraversando i confini via terra del vecchio continente.
Una strage con un bilancio simile a quello di una guerra per dimensioni e numero di decessi - in media piu' di 1.600 l'anno. Una delle tratte piu' pericolose e' quella che coinvolge le acque del Mediterraneo tra l'Africa e il sud Italia: un vero e proprio cimitero sommerso, come fosse il campo di una battaglia per la sopravvivenza che i migranti combattono contro il mare e le guerre che si lasciano alle spalle, salendo sui barconi della morte che li dovrebbero portare verso la liberta'. Non bastano i radar costieri e le avanzate tecnologie di sorveglianza: facendo le somme, tra il 2000 e il 2013 almeno 6.400 tra donne, uomini e bambini sono morti nel tentativo di raggiungere Lampedusa (quasi 8.000 se si allarga lo spettro all'intero Canale di Sicilia). Secondo i dati annunciati dall'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati almeno 3.419 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo da gennaio 2014, 1.754 morti nel mar Mediterraneo dall'inizio del 2015. Questa tragedia e' espressione di una modalita' migratoria inaccettabile, da cui scaturiranno altre sofferenze e altre morti, e che si preannuncia devastante nei mesi a venire. Il Trattato dell'Unione Europea all'art. 3 dichiara che l'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli e garantisce inoltre misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l'asilo, l'immigrazione, la prevenzione della criminalita' e la lotta contro quest'ultima.
"Alla politica italiana chiediamo un atto di coraggio e di percorrere, con le associazioni e le istituzioni che si sono distinte per capacita' e reattivita', - si legge ancora- la strada della giustizia sociale attraverso la definizione di un piano per l'accoglienza di durata decennale e un deciso contrasto ai trafficanti di morte". E ancora: "Chiediamo il ripristino dell'intervento di soccorso in mare attraverso una operazione come 'Mare Nostrum' in termini di mezzi, competenze e mandato estendendo l'area operativa dove si verifica la maggior parte delle morti". E poi "chiediamo che il Governo si faccia portatore, in ambito Europeo, di costruttivi contatti con le forze di pace dei Paesi di origine, in cui la vita e la liberta' sono fortemente minacciate, finalizzati anche a creare possibili 'corridoi umanitari'".
Per la protezione dei minori "chiediamo la rigorosa e piena applicazione della Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e delle raccomandazioni specifiche all'Italia adottate da parte del Comitato Onu nel 31 ottobre 2011, dei regolamenti e delle direttive Europee sui principi essenziali dell'accoglienza". Inoltre "chiediamo che l'Italia sia piu' attenta nel versare, in favore dei paesi in via sviluppo, lo 0,7% del proprio reddito nazionale lordo e quindi il pieno rispetto dell'obiettivo definito dall'Onu per l'aiuto a partecipare alla crescita economica dei paesi in via di sviluppo. Rispetto al diritto di asilo, assicurato dalle nostre leggi, dalla costituzione e dai trattati internazionali, chiediamo che siano velocizzate e semplificate le operazioni di identificazione dei richiedenti asilo presso consolati ed ambasciate all'estero permettendo cosi' alle persone che ne hanno il diritto di venire in Italia senza rischiare la vita".
Le realta' del non profit, "firmatarie di questa richiesta politica, secondo le proprie prerogative e finalita', si impegna ad attivare o sostenere, anche attraverso la costituzione di fondo emergenziale, costituito da risorse economiche, mezzi e persone finalizzate ad interventi di assistenza e in difesa delle vittime e dei migranti nel Mediterraneo. Per aderire all'iniziativa scrivere una mail a: mediterraneo@vita.it". (DIRE)