29 ottobre 2013 ore: 10:05
Immigrazione

L’agricoltura cambia con gli immigrati, ecco le coltivazioni di melanzane tropicali

Aumentano del 19 per cento le imprese con titolari stranieri. In Lombardia il 45 per cento viene dall'Europa dell'est, al secondo posto gli asiatici. Nella produzione Korola, zucche asiatiche e coriandolo. Più della metà delle aziende avviate dopo il 2009
Campagna, agricoltura, Orto generico

MILANO – Nella pianura lombarda non si coltivano più solo orzo, riso e frumento. Ma anche korola (un ortaggio dal sapore amaro, ndr), zucche asiatiche e coriandolo, senza dimenticare il pak choi, i peperoncini e le melanzane tropicali. È quanto emerge da una ricerca che viene presentata martedì 29 ottobre, dalle ore 9.30, a Palazzo reale (piazza Duomo, 14 – Milano) dalla Confederazione italiana agricoltori. Le imprese agricole in Lombardia con titolari stranieri (extra UE) sono 327 e sono cresciute del 19 per cento dal 2009 al 2012. La maggior parte degli imprenditori viene dall'Europa dell'est (45 per cento), al secondo posto gli asiatici (25 per cento) e al terzo gli americani del centro o del sud (14 per cento). Delle imprese sul territorio lombardo circa una su cinque si trova in provincia di Brescia, le altre soprattutto nelle province di Mantova, Bergamo e Pavia.

boxIl 58 per cento dei titolari ha tra i 30 e i 49 anni. Molto elevata la quota rosa tra gli imprenditori agricoli stranieri: le donne sono infatti il 43 per cento. La coltivazione più richiesta è quella della korola, una verdura prodotta dal 71 per cento degli agricoltori, a seguire ci sono le zucche asiatiche (65 per cento), il coriandolo (59 per cento) e il frutto africano dell'okra (53 per cento). Tutti questi prodotti agricoli sono venduti principalmente ai mercati generali, il 41 per cento arriva anche ai commercianti al dettaglio e il 24 per cento viene venduto direttamente ai consumatori.

È il 2009 l'anno in cui sono state avviate il 53 per cento delle aziende agricole gestite da stranieri, quasi 4 terreni su 5 sono però ancora in affitto. La motivazione della produzione? Quattro imprenditori su cinque hanno risposto che lo fanno per rispondere alle richieste della comunità di immigrati, solo uno su dieci invece rifornisce i ristoranti. I sementi dei prodotti vengono da importazioni (36 per cento) ma anche dall'acquisto in Italia (36 per cento). E per il futuro? Il 47 per cento degli intervistati dichiara ottimisticamente che il mercato è destinato a crescere, per il 24 per cento invece resterà costante. (Marcella Vezzoli)

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