3 ottobre 2013 ore: 10:35
Immigrazione

Oltre 4 milioni di italiani all’estero. La crisi spinge verso Oriente

La maggior parte dei nostri connazionali va in Europa ma nell’ultimo anno è crescita la comunità italiana in Asia. La prima regione di emigrazione è la Sicilia, ma si torna a partire anche dalle regioni del Nord
Mario Weigt/Anzenberger/Contrasto Cina

ROMA – Sono sempre di più gli italiani che vivono oltre i confini nazionali. Al primo gennaio 2013 i residenti all’estero sono 4.341.156, il 7,3 per cento dei circa 60 milioni di residenti in Italia. Con una crescita, in valore assoluto, rispetto allo scorso anno del 3,1 per cento, pari a 132.179 persone. Lo dicono i dati dell’anagrafe del ministero dell’Interno, contenuti nel Rapporto Italiani nel Mondo 2013, realizzato per l’ottavo anno consecutivo (dal 2006) dalla Fondazione Migrantes.

La ripartizione continentale rimarca, ancora una volta, che la maggior parte degli italiani residenti fuori dall’Italia si trova in Europa (2.364.263, il 54,5 per cento del totale); segue l’America (1.738.831, il 40,1 per cento del totale) e, a larga distanza, l’Oceania (136.682, il 3,1 per cento), l’Africa (56.583, l’1,3 per cento) e l’Asia (44.797, l’1 per cento). Dai dati disaggregati emerge, però, che gli italiani emigrano guardando sempre di più alle opportunità offerte dall’Oriente: dal 2011 l’aumento più vistoso riguarda infatti la comunità italiana in Asia (+18 per cento), segue l’America (+6,8 per cento), l’Africa (+5,7 per cento), l’Europa (+4,5 per cento) e l’Oceania (+3,6 per cento). Un aumento che continua nel biennio 2012-2013. Le comunità di cittadini italiani all’estero numericamente più incisive continuano ad essere quella argentina (691.481), quella tedesca (651.852), quella svizzera (558.545), la francese (373.145) e la brasiliana (316.699) per restare alle nazioni che accolgono collettività al di sopra delle 300 mila unità. A seguire, il Belgio (254.741), gli Stati Uniti (223.429) e il Regno Unito (209.720).

Più della metà ( 52,8 per cento pari a quasi 2 milioni e 300 mila) degli italiani residenti all’estero all’inizio del 2013 è partito dal Meridione, il 32 per cento  (circa 1 milione 390 mila) dal Nord e il 15 per cento  dal Centro Italia (poco più di 662 mila). La Sicilia, con 687.394 residenti, è la prima regione di emigrazione seguita dalla Campania, dal Lazio, dalla Calabria, dalla Lombardia, dalla Puglia e dal Veneto. Ma nell’ultimo anno ad espatriare sempre più persone dalle regioni del Nord: il confronto dei valori regionali del biennio 2012-2013 fa emergere la particolare dinamicità che ha caratterizzato in particolare la Lombardia (+17.573), il Veneto (+14.195) e, solo successivamente, la Sicilia (+12.822). “Si assiste a un ritorno del protagonismo del Nord Italia come territori di partenza a discapito delle regioni del Sud dove probabilmente la crisi da fattore di spinta si è trasformata in causa di impedimento allo spostamento –si legge nel rapporto -. Il Settentrione, invece, nonostante la recessione economica, si caratterizza per essere attualmente

un’area particolarmente interessata dagli spostamenti verso l’estero”. In generale, l’analisi delle presenze all’estero per origine provinciale evidenzia la preminenza delle regioni del Sud Italia. Ad esclusione di Roma, prima in graduatoria con più di 298 mila residenti, seguono soprattutto province siciliane e campane. In particolare, nella graduatoria delle prime 10 province si susseguono Cosenza (152.403), Agrigento (152.403), Salerno (119.095), Napoli (113.787), Catania (108.413), Palermo (107.658) e Avellino (102.230). In nona posizione si trova Milano (98.583) e, a chiudere, è Potenza (95.653).

Roma e Milano, rispettivamente con +8.838 e +5.794 unità, sono le province che hanno registrato gli aumenti più consistenti dal 2012 al 2013. Seguono Cosenza (+4.802) e Torino (+4.132).

A livello generale considerando i comuni con il numero maggiore di iscritti all’Aire Roma, con 274.249 iscrizioni, apre l’elenco seguita da altre 7 “grandi” città italiane – Milano, Napoli, Torino, Genova, Palermo, Trieste, Catania – anche se con numeri molto distanziati dalla Capitale di Italia. A seguire il primo “piccolo” comune, Licata, l’unico non capoluogo tra i primi dieci.

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