23 gennaio 2018 ore: 15:00
Economia

Rei, Gazzi (assistenti sociali): “Rafforzare i servizi sociali sul territorio”

Il presidente del Consiglio nazionale elenca alcuni numeri sul servizio sociale professionale nelle sue articolazioni pubbliche: “Dei quasi 43 mila assistenti sociali italiani, solo poco più di 11 mila risulta esercitino negli enti locali”
Volontariato, assistenti sociali. Mani che si stringono - SITO NUOVO

ROMA – “Dei quasi 43 mila assistenti sociali italiani, solo poco più di 11 mila risulta esercitino negli enti locali, con un rapporto medio di meno di 1,38 professionista in ognuno dei circa 8 mila comuni”. A dare il quadro del sistema del Servizio sociale professionale nelle sue articolazioni pubbliche è il presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali Gianmario Gazzi, elencando alcuni numeri a suo dire “impietosi” nella prima giornata di avvio della presentazione delle domande per poter fruire dei benefici del Rei. il Reddito di inclusione. Gazzi ricorda come siano ancora “tantissimi i Comuni privi anche solo di una parvenza di Servizio sociale”. “Alle attuali strutture dei Servizi sociali territoriali – sottolinea Gazzi - già al collasso ed in difficoltà per gestire una quotidianità di compiti istituzionali in continua crescita, si aggiungono ora i percorsi individuali previsti dal Rei che, come noto, non deve essere solo una erogazione monetaria ma anche la realizzazione di un progetto personalizzato di inclusione volto a portare singoli e famiglie fuori da questa condizione. Se non si procederà rapidamente al rinforzo delle strutture dei Servizi sociali territoriali così come previsto, si rischiano ritardi non più tollerabili nella lotta alla povertà”.

Gazzi che spiega: “Lo standard minimo oggi unanimemente riconosciuto – dice ancora - è di un assistente sociale ogni 3 mila abitanti, numero questo che si registra in quelle aree del Paese che hanno già introdotto autonomi strumenti di reddito minimo come il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia e dove le reti tra servizi socio-sanitari e occupazionali sono da sempre maggiormente sviluppate proprio per far funzionare al meglio il sistema di protezione sociale”.

“Se questo standard minimo fosse garantito ovunque – spiega Gazzi - il numero degli assistenti sociali che sarebbero a disposizione dei cittadini negli enti locali dovrebbe essere attorno ai 20 mila. La realtà è invece ben diversa con un rapporto medio nazionale pari infatti ad 1 professionista ogni 5,5 mila abitanti (quasi il doppio rispetto al minimo necessario di 1 ogni 3 mila) con picchi negativi, in alcune zone del Paese, peraltro generalmente quelle più sofferenti, di un assistente sociale ogni 10 mila ed oltre abitanti”.

Il presidente degli assistenti sociali italiani si dice “fortemente preoccupato per i ritardi che, da alcuni territori, i colleghi segnalano relativamente al rafforzamento delle infrastrutture dei servizi sociali che avviene - ancora oggi che il Rei è già in fase di avvio - in misura largamente insufficiente”. Infine secondo Gazzi, anche se il successo del Rei sembra davvero essere dietro l’angolo, “non è assolutamente accettabile che una misura così importante si infranga in contesti organizzativi carenti a causa di decenni in cui gli investimenti sulle reti dei servizi si sono progressivamente ridotti fino a quasi azzerarsi”.

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