16 giugno 2015 ore: 15:31
Non profit

Riforma terzo settore, audizioni sprint al Senato per 16 organizzazioni

La Commissione Affari Costituzionali riprende dopo un mese di pausa l’esame del ddl delega sulla riforma: quattro ore di interventi, non ci saranno altre audizioni. Lepri: “Ripresi molti temi della mia relazione”. Barbieri: “Tempi troppo stretti, temi da approfondire”
Riforma terzo settore. Mani colorate e scritta

ROMA – Una mattinata per 16, tutto in quattro ore. E’ ripresa questa mattina, dopo quasi un mese di pausa, l’iter del disegno di legge delega sulla riforma del terzo settore, assegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Davanti all’Ufficio di presidenza della Commissione si sono svolte le audizioni di quelle realtà del terzo settore convocate per essere ascoltate sul testo approvato dalla Camera dei deputati e sulle ulteriori modifiche da apportare al provvedimento. Sedici le realtà presenti: in un primo giro di interventi, sono stati ascoltati i rappresentanti di Arci, Human Foundation, Avis, Cgil, Uil, Fairtrade Italia, Federsolidarietà e Anci. In seconda battuta è stata poi la volta del Forum Nazionale del Terzo settore, della Consulta nazionale sul servizio civile, dell’Acri, di Assifero, di Anpas, Co.ge, CsvNet e Movi. Non ci saranno ulteriori audizioni: eventuali altri contributi potranno essere inviati alla Commissione ma senza che siano previsti spazi per la loro illustrazione. Il lavoro parlamentare proseguirà ora in Commissione con la fissazione del termine ultimo per presentare gli emendamenti.

Presumo possa essere fissato un limite a fine mese”, argomenta il relatore del provvedimento, Stefano Lepri (Pd), che si prepara ad entrare nella fase calda del suo compito. Lepri definisce apprezzabili i contributi che sono arrivati dalle organizzazioni convocate, che hanno raccolto molti degli spunti che erano presenti nella relazione introduttiva con la quale, un mese fa, ha illustrato dal suo punto di vista pregi e difetti del testo uscito dalla Camera. “Dalle audizioni mi è sembrato di vedere un buon consenso su alcuni punti della mia relazione, ora la palla passa al lavoro parlamentare”.

Secondo il portavoce del Forum nazionale terzo settore, Pietro Barbieri, è stata un’occasione preziosa per presentare le posizioni delle organizzazioni del terzo settore, anche se i tempi sono stati fin troppo stretti: “Peccato per l’assenza di un confronto diretto con gli autorevoli senatori presenti”, reso impossibile dalla totale carenza di tempo a disposizione. Sul merito, i punti principali sottolineati da Barbieri (che con Tassinari e Palazzini ha rappresentato il Forum) sono quelli della partecipazione e dell’Agenzia del Terzo settore, oltre a singoli appunti su specifici elementi del testo di legge. La partecipazione è l’unico elemento che nel testo attuale non viene considerato relativamente agli enti del terzo settore, “un elemento che non è di risulta ma fondativo”, dice il portavoce del Forum chiedendo che sia preso in considerazione. Secondo tema, quello “della presenza di un soggetto terzo” che sia capace di compiere un’opera di controllo ma anche “di fare trasparenza sul modello della Charity Commission inglese”. Sia il testo della Camera sia la relazione di Lepri hanno in realtà escluso la presenza di una Autorithy: “C’è un problema sul proliferare delle Autorità che è stato percepito dalla maggioranza e dal governo come un argomento per evitarla, anche in un’ottica di riduzione delle spese: forse in questo caso vale la pena ritornarci sopra, non solo per le funzioni che aveva la precedente Agenzia delle onlus, ma anche nell’ottica della Charity Commission inglese, che mette in trasparenza tutti i dati di tutte le organizzazioni sulla base dei loro bilanci sociali, rendendo disponibili queste informazioni al singolo cittadino che voglia effettuare una donazione”. “Tutto questo – precisa Barbieri – servirebbe a generare anche una competizione positiva, perché sarebbe premiato chi ha una migliore reputazione e una maggiore capacità di trasparenza”.

Fra gli altri temi affrontati, Barbieri sottolinea il tema della riforma del codice civile, con alcuni eccessi nella categorizzazione delle organizzazioni del terzo settore, e il tema del volontariato, che "la norma sembra porre in secondo piano rispetto all’attività economica” e che invece deve “ritrovare centralità”, facendo attenzione a che volontariato “non corrisponda mai a lavoro sommerso”, con una “regolamentazione efficace dei rimborsi”. Qualche preoccupazione sui meccanismi di “voucherizzazione” e sulla cancellazione della nozione di “non commercialità” degli enti (che peraltro interessa anche organizzazioni che non fanno parte strettamente del terzo settore come partiti politici, organizzazioni sindacali e di categoria). Sul servizio civile (ribadita la richiesta di apertura agli stranieri) dal Forum viene la segnalazione che le modifiche fatte alla Camera hanno “generato equivoci sulla natura del servizio civile”, al punto che “è certamente migliore” la dizione che il governo aveva inizialmente inserito nella prima versione della legge delega. (ska)

 

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