22 settembre 2014 ore: 11:25
Società

Scuola, Asgi: "Miur esclude stranieri dal bando per il personale"

Il bando, emanato ai primi di settembre, per l'assunzione di personale non docente potrebbe essere nullo. Guarisio: "Errore materiale, modificare il bando". In caso contrario Asgi ricorrerà in sede giudiziale
Corridoio di una scuola

MILANO - Il bando, emanato ai primi di settembre, dal Ministero dell'Istruzione per l'assunzione di personale non docente potrebbe essere nullo. L'articolo 3, infatti, prevede che siano ammessi alla graduatorie solo i cittadini italiani o di Paesi dell'Unione Europea. Per l'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) il bando dovrebbe invece essere aperto anche ai cittadini stranieri con permesso di soggiorno permanente, per chi ha lo status di rifugiato o la protezione umanitaria. "Il bando è in contrasto con l'articolo 38 del decreto legislativo 165/01 come modificato dall'articolo 7 della legge n.97 del 2013", scrive l'avvocato Alberto Guariso in una lettera inviata al Ministero dell'Istruzione in cui chiede che sia corretto il testo del bando e che sia consentito anche ai cittadini di paesi extracomunitari di partecipare. 

Ci sono ancora solo pochi casi in cui i posti di lavoro nella pubblica amministrazione sono riservati ai cittadini italiani (come previsto dal Dcpm /2/1994): nel caso "implichino esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengano alla tutela dell'interesse nazionale", spiega l'avvocato Guariso. E dato che il bando servirà ad assumere personale amministrativo, tecnico e ausiliario, non è "neppure immaginabile che le funzioni in questione possano farsi rientrare tra quelle attinenti l'esercizio di pubbliche funzioni o la tutela dell'interesse nazionale". Probabilmente, sottolinea con un velo di ironia l'Asgi, il Ministero nel redigere il bando ha fatto solo "un mero errore materiale". Basterà correggere il bando e posticipare la data ultima di presentazione della domanda (prevista per l'8 ottobre) così da dare tempo a chi era prima escluso di presentarla. Nel caso in cui invece il Ministero non lo facesse, secondo l'Asgi si è di fronte a una discriminazione e non esiterà a ricorrere "in sede giudiziale al fine di ottenere il ripristino della parità di trattamento prevista dalla legge". (dp)

 

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