20 ottobre 2014 ore: 17:07
Società

Scuola, bimbi ammalati dopo l'inizio. Esperti: sindrome campanella

Suona la campanella a scuola, qualche settimana di lezione e poi si ricomincia con le assenze, la febbre, la tosse giorno e notte, il raffreddore. Per molte mamme un film gia' visto, il cui finale e' sempre lo stesso: uno stress infinito, per...
Bambini vanno a scuola. Di spalle con zaini

Roma - Suona la campanella a scuola, qualche settimana di lezione e poi si ricomincia con le assenze, la febbre, la tosse giorno e notte, il raffreddore. Per molte mamme un film gia' visto, il cui finale e' sempre lo stesso: uno stress infinito, per i bambini ma anche per i genitori. Allora, a scuole appena iniziate, gli esperti lanciano un invito ai genitori a non abbassare la guardia perche' il bambino potrebbe essere interessato dalla "sindrome della campanella", ovvero da quell'insieme di disturbi che colpiscono i piu' piccoli con il ritorno alla vita di comunita'. A scuola i bambini trovano ad attenderli numerosi virus respiratori (in particolare quello del raffreddore) che sono la principale causa del 'riaccendersi' di una serie di fastidi: dalla tosse al respiro 'a fischietto', dal raffreddore alle riacutizzazioni di bronchiti asmatiformi. Non e' che il susseguirsi di episodi di malattia che costringono il bambino a casa, in maniera ricorrente, per tutto l'anno. Eppure aiutare questi bambini si puo'. E non serve tenerli lontani da scuola e dai coetanei! Basta pensarci per tempo, parlarne al pediatra per valutare la possibilita' di intraprendere una terapia di fondo che oltre agli steroidi inalatori vede l'utilizzo di altri farmaci per il controllo dell'asma come ad esempio gli antileucotrieni. 

'SINDROME DELLA CAMPANELLA': DAI SINTOMI ALLA TERAPIA ECCO I CONSIGLI DEGLI ESPERTI: 'Si riaprono le scuole e possono riaccendersi i problemi respiratori dei bambini- dice Eugenio Baraldi, Unita' di Pneumologia e Allergologia Pediatrica Dipartimento Salute Donna e Bambino, Universita' di Padova- Solitamente il primo episodio di malattia arriva gia' dopo due-tre settimane dall'inizio della scuola. E poiche' il freddo complica le cose, il quadro peggiora con l'arrivo dell'inverno. Ad essere maggiormente interessati da questa 'epidemia autunnale' sono i bambini che frequentano l'asilo o le elementari, che hanno alle spalle episodi ricorrenti di tosse e raffreddore, respirano 'a fischietto' e hanno avuto episodi di asma o comunque molto simili all'asma'.

Il respiro ''a fischietto', meglio conosciuto come respiro sibilante o wheezing, colpisce almeno un bambino su 3 nei primi tre anni di vita- continua- In questo periodo dell'anno in cui aumenta l'umidita' e c'e' meno sole, nell'ambiente aumentano gli acari della polvere e le muffe, e nelle scuole si concentrano le infezioni respiratorie da virus come il rinovirus che e' alla base del raffreddore'. E ancorA: 'Fattori che, in un bambino predisposto al broncospasmo, possono riaccendere diversi sintomi. Questi bambini si possono e si devono aiutare ad avere una migliore qualita' della vita. Diversi studi hanno dimostrato che una terapia preventiva iniziata nei primi giorni di Settembre con farmaci antinfiammatori (steroidi inalatori o antileucotrienici) puo' essere efficace per ottenere un miglior controllo dei sintomi e una riduzione del numero delle riacutizzazioni'.

E' una patologia 'piu' diffusa di quanto non si pensi- spiega Giorgio Piacentini, U.O.S di Broncopneumologia Pediatrica, Clinica Pediatrica dell'Universita' di Verona- e spesso viene attribuita a 'mali di stagione'. In realta', in qualche modo, la stagione gioca un suo ruolo perche' con l'autunno ricominciano le scuole e la vita sociale in comunita' dei bambini. Lo stare insieme, in un ambiente chiuso e con poco ricambio d'aria come una classe comporta inevitabilmente il diffondersi delle malattie virali. La qualita' di vita dei bambini con la 'sindrome della campanella' e' decisamente compromessa: un susseguirsi di episodi di malattia che li costringono a casa'. I sintomi, dice ancora Piacentini, 'sono diversi: naso chiuso, tosse fastidiosa sia di giorno che di notte, ricorrenti episodi febbrili, respiro sibilante. Tutto inizia con un banale raffreddore ma spesso, nei casi piu' severi, si tratta di piccoli che devono rinunciare alla possibilita' di fare sport a livello piu' intenso o comunque attivita' che richiedono una respirazione non compromessa, che fanno lunghe assenze a scuola. L'errore piu' grande che si puo' commettere e' quello di sottovalutare il problema. Perche' questi bambini si possono e si devono aiutare. Intervenendo alla comparsa dei primi sintomi e migliorando cosi', sul lungo periodo, la qualita' di vita dei bambini'.

Anziche' trattare il singolo episodio 'puo' essere vantaggioso affrontare il problema in prospettiva. Un'adeguata terapia deve essere intrapresa in tutti quei casi in cui la sintomatologia e' tale che la vita del bambino e' compromessa: tenerlo lontano da scuola e dai coetanei a causa dei sintomi ricorrenti non rappresenta infatti la soluzione del problema. Tuttavia non e' opportuno nemmeno riportare il bambino in classe subito dopo un episodio di malattia, magari con sintomi ancora evidenti: lasciarlo qualche giorno a casa e' un modo per proteggere lui e anche gli altri'.

Le terapie di fondo 'possono aiutare sensibilmente questi bambini a migliorare la loro qualita' di vita- dice Renato Cutrera, U.O.C. Broncopneumologia Dipartimento Medicina Pediatrica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' IRCSS di Roma- Ovviamente deve essere il pediatra che valuta quando e' il caso di ricorrere all'uso dei farmaci, sia nel valutare l'opportunita' che la modalita'. Si tratta di terapie di 'supporto' a lungo termine che non agiscono sul singolo sintomo e che vanno tagliate 'su misura' sul bambino. I corticosteroidi somministrati per via inalatoria sono la principale terapia di mantenimento nell'asma persistente, a qualsiasi livello di gravita''.

Anche, i farmaci antileucotrienici, 'per la loro specifica azione antinfiammatoria, possono essere indicati, in aggiunta ai corticosteroidi, sia nel wheezing persistente dell'eta' prescolare sia nell'asma persistente dell'eta' scolare. Il dosaggio dei farmaci deve essere il piu' basso possibile in relazione ad un effettivo controllo dei sintomi e la durata della terapia dovra' essere commisurata alla risoluzione del problema, ovvero potra' essere interrotta in presenza di periodi ragionevolmente lunghi di benessere'.

Dagli esperti consigli a mamma e papa': 

1) Fai attenzione se tuo figlio soffre spesso di tosse, raffreddore, respiro "a fischietto".

2) Pensa se tuo figlio inizia a riammalarsi subito dopo la ripresa della scuola e fai il conto di quante volte l'anno scorso e' rimasto a casa per questi disturbi.

3) Dopo un episodio di malattia non riportare subito il bambino a scuola ma lascialo qualche giorno convalescente a casa.

4) Fai caso se dopo uno sforzo (un pianto prolungato, una risata, una corsa affannosa o anche semplicemente quando gioca vivacemente con i suoi amici) respira 'a fischietto'.

5) Evita che la cameretta diventi fonte di eccessiva esposizione ad allergeni: limita peluche, tende e tappeti; intervieni su materassi e cuscini con appositi tessuti di protezione; controlla che non compaiano muffe sulle pareti; scegli materiali a bassa emissione di inquinanti chimici per arredamento e finiture.

6) Fai attenzione al fumo passivo e anche a quello di 'terza mano'. Arieggia gli ambienti a lungo se qualcuno ha fumato e non prendere in braccio tuo figlio dopo aver spento la sigaretta, gli elementi nocivi restano nell'aria, sui tessuti.

7) Aiuta tuo figlio a scegliere uno sport adatto alle sue caratteristiche: in ogni caso il movimento e' utile per la salute dei bambini e per il loro sviluppo. Non e' necessario eccedere nella spinta verso l'agonismo ma e' importante che il bambino trovi gratificazione nell'attivita' fisica.

8) Attenzione alla bilancia! Il sovrappeso e l'obesita' sono nemici dei bambini. E possono influire negativamente anche sulla respirazione.

9) Scegli la dieta mediterranea, ricca di pesce, vegetali, frutta, verdura, grano e olio extravergine di oliva e consulta il tuo pediatra per valutare un'adeguata integrazione in vitamina D.

10) Segui con scrupolo e con costanza la terapia che ti consiglia il pediatra, anche in assenza di sintomi. Aiuta a prevenire episodi piu' seri. (DIRE)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news

Cerca nella sezione libri