7 ottobre 2014 ore: 10:39
Immigrazione

Sempre più italiani all’estero: in un anno sono 141 mila in più

In totale sono 4,5 milioni, con un aumento nel 2014 del +3,1%. La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (2.379.977) e per nascita (1.747.409). Il paese con più emigranti è l’Argentina. Il 48% sono donne, aumentano anche gli over 65, per loro pensioni basse e isolamento culturale
Persone all'aereoporto con biglietti in mano

ROMA - Al primo gennaio 2014 sono 4.482.115 i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani all’estero), con un aumento in valore assoluto rispetto al 2013 di quasi 141 mila iscrizioni (+ 3,1 per cento nell’ultimo anno). La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (2.379.977) e per nascita ( 1.747.409). E’ quanto emerge dal Rapporto italiani nel mondo 2014, realizzato dalla fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma.

Il primo paese di residenza per tutti gli italiani è l’Argentina. Fanno eccezione solo i campani, i pugliesi, i sardi, i siciliani e i trentini che sono presenti soprattutto in Germania. Laziali e veneti invece, sono soprattutto in Brasile; mentre i lombardi e i valdostani in Svizzera e gli umbri in Francia. Oltre la metà (il 52,1 per cento) degli italiani iscritti all’Aire è di origine meridionale (più di 1,5 milioni del Sud e circa 800 mila delle Isole) mentre il 32,6 per cento (quasi 1,5 milioni) è partito dalle regioni del Nord. Quasi 700 mila, infine, coloro che hanno dichiarato di essere originari di una regione del centro Italia.

Se si scende a livello provinciale sono comunque i contesti del Sud a dominare. Infatti, tra le prime 20 province ben 14 sono meridionali e, più precisamente, 6 sono siciliane, 3 campane, 2 pugliesi e 2 calabresi. Roma con quasi 308 mila iscritti, resta la prima provincia staccando di molto tutte le altre che la seguono a cominciare da Cosenza, in seconda posizione, con oltre 155 mila iscritti. A livello comunale sono i grandi centri urbani a contraddistinguersi a iniziare da Roma (281.941) e, a distanza, Milano (66.296) e poi a seguire Napoli (39.921), Torino (39.520), Genova (32.505) e, ancora, Trieste, Palermo e Catania.

Oltre 2 milioni e 100 mila (48 per cento) sono le donne con passaporto italiano residenti all’estero e con diritto di voto. Il continente in cui sono presenti più donne è quello europeo ma il paese in cui si regista una presenza maggiore è l’Argentina con 379.551, il 17,6 per cento sul totale. Secondo i dati sull’anzianità d’iscrizione all’Aire da parte delle donne emerge che l’Argentina occupa il primo posto in tutte le classi di anzianità, risultando il Paese con più donne italiane residenti che uomini. Il rapporto mette in evidenza, inoltre, che ci sono molte province italiane con più emigrate donne: Macerata e Trieste, sono le prime due con il 51,1 per cento; a seguire Fermo (50,7 per cento) e Pordenone (50,5 per cento). La regione in cui sono partite più donne che uomini è invece il Friuli Venezia Giulia.

I minori iscritti all’Aire al primo gennaio del 2014 sono 691.222, il 15,4 per cento del totale, in lieve decrescita (-0,1 per cento) rispetto all’anno precedente 673.489 (15,5 per cento). Se il numero dei minori continua a decrescere, è in aumento quello delle iscrizioni per nascita: si passa, infatti, dal 38,8 per cento dell’anno passato al 39 per cento di quest’anno. La classe di età più numerosa tra i minori è quella tra gli 0-9 anni (7 per cento); segue quella tra i 10-14 anni (5,1 per cento) e infine i 15-17 (3,3 per cento). Si trovano soprattutto nell’Europa a 15 (308.473) e nell’America centro meridionale (186.533).

Gli over  65 all’estero sono invece 878.209  e continuano ad aumentare sia in valore assoluto che in termini percentuali rispetto alle altre classi di età (dal 18,8 per cento cioè 733.097 del 2010 al 19,6 per cento ovvero 878.209 del 2014). La maggior parte risiede nel Sud America, in particolare in Argentina.
“Le pensioni degli italiani residenti all’estero, secondo l’Inps  hanno importi molto bassi e significativamente inferiori se paragonati a quelli percepiti in Italia – spiega il rapporto - La situazione pensionistica dei nostri connazionali descrive dunque uno status economico di indigenza che ha origini lontane. Le problematiche relative agli anziani italiani residenti all’estero non riguardano però solo l’aspetto economico ma anche quello culturale, perché anche nei paesi in cui è possibile ricevere assistenza da parte dello Stato c’è reticenza a usufruire di servizi e strutture per mancanza di conoscenza della lingua o per abitudine”.Gli anziani, soprattutto se donne, sono vissuti spesso in una sorta di “isolamento culturale”, chiusi all’interno delle loro comunità d’origine o delle loro famiglie – spiega Migrantes – il maggiore sostegno per loro resta, dunque, il nucleo familiare, i figli in particolare. Sono questi ultimi che si fanno carico non solo delle spese a cui i genitori o il genitore non possono più adempiere, ma anche dei loro problemi di salute”.

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