27 maggio 2017 ore: 17:22
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Servizio civile universale, Bobba indica le priorità

L'intervento del sottosegretario al seminario "Il nuovo volto del Servizio Civile universale" dell'Università Lumsa. Le indicazioni: aggiornare i meccanismi delle selezioni ed aumentare il coinvolgimento di giovani svantaggiati; sperimentare la proposta dell’esperienza di tre mesi all’estero; coinvolgere i giovani destinatari di protezione internazionale

“Il lavoro di ricerca ed approfondimento è importante in questa fase di sviluppo della Riforma del servizio civile universale, finalizzato all'attuazione della legge”. Lo ha sottolineato questa mattina a Roma il Sottosegretario con delega al servizio civile, on. Luigi Bobba, concludendo il Seminario "Il nuovo volto del Servizio Civile universale. Le prospettive e il contributo della ricerca". L’iniziativa - organizzata congiuntamente dai Dipartimenti di Scienze Umane e Giurisprudenza dell'Università LUMSA - è stata realizzata in collaborazione con l'Istituto IARD, dal 1961 riferimento nazionale per la ricerca sui giovani, cui la LUMSA afferisce insieme all’Università di Parma, di Milano-Bicocca, di Trento e l’Università Federico II di Napoli. “È il primo momento di confronto specifico che LUMSA attiva nell’area di ricerca della partecipazione giovani”, ha ricordato la professoressa Donatella Pacelli, che ha aperto il Seminario. “La realtà del giovane in movimento è la realtà di una intera società – ha proseguito -, per questo occorre andare oltre le categorie e pensare che i loro problemi siano quelli di tutti. Il servizio civile in questo senso è uno spazio elettivo di confronto ed integrazione degli studi”.

Il Sottosegretario ha poi aggiunto nel suo intervento tre priorità di azione per i prossimi mesi: “Aggiornare i meccanismi delle selezioni ed aumentare il coinvolgimento di giovani svantaggiati, con un meccanismo premiante per gli enti che si attivano in questo senso”, sperimentare la proposta “dell’esperienza di tre mesi all’estero a fine progetto insieme a quella dei tirocini”, e  infine “sviluppare l’accordo con il Ministero degli Interni per dei progetti di servizio civile dentro un prossimo bando ordinario con il coinvolgimento di giovani destinatari di protezione internazionale o umanitario”. Per Bobba sarà importante anche avviare nei prossimi mesi un confronto con le Regioni e le Province Autonome, che hanno delle proprie leggi di servizio civile regionale, “per una cooperazione virtuosa sia dentro il servizio civile universale che nell’ambito delle loro leggi regionali”.

Al Seminario, coordinato anche dal prof. Folco Cimagalli (LUMSA) e da Marco Mietto (Rete ITER), hanno portato il loro contributo il prof. Mario Pollo, Luigi Coluccino (Rappresentanza nazionale giovani in servizio civile), Licio Palazzini (Presidente CNESC), Pierluigi Ventura (Consulente per la formazione di ASAP), Valeria Giaccari (Orienta SPA), Maria Francesca Guida (Associazione ItaliaCamp), Carla Bartolucci (CNCA) e Claudio Tosi (CESV Lazio).

Tra le “buone prassi” riportate nel confronto delle tavole rotonde anche la recente approvazione della Legge regionale sul servizio civile del Lazio, illustrata dalla sua promotrice, la Consigliera regionale Cristiana Avenali, e il Rapporto annuale della CNESC. “Dal 1999 – ha sottolineato Licio Palazzini – realizziamo come CNESC un rapporto annuale che ha lo scopo di avere la conoscenza, ma anche la coscienza, della nostra azione di enti”, con l’obiettivo dichiarato di avere dei dati da offrire ai ricercatori e “influenzare” gli interlocutori”. E per il “nuovo volto” servizio civile universale il Presidente della CNESC ha concluso sottolineando due sfide in particolare: “diventare omogenei fra tutti gli enti in termini di qualità e avere buone prassi su larga scala”. (FSp)

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